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e con piceioli scammenti di serra delia sun amnadum. Nella glessastanxa vi erano due vaselie con i vestigi di dile strettoi, comepuo osservarsi Deli' iugiunta Tavola I. Tuite te paret; di talo stanga come it suo pavi utento, e te vasche, erano rivestite diea Iciua con mattoni peκti. It primo di tali molini su da me rimesso net reale musco a portici, ed ii secondo in Pompei, accio potessero essere allavista delle persone intelligenti, cui piaeesse resaminarii. Nel passe sato anno i 78a dati Ecceti. sign. niarchese della Sambuca primo segretario di Stato, come sem pre propenso a tutio quello obe Possa essere vantaggioso al pubblieo, mi su in ricato di foe-m: re i disegni, ed una su inta deseritione dei preciso stato,nel quale si erano trovate tali maecbine: lo che da me esegnito, si imo I' E. S. di passario in mano dei sig. marchese Grimaidi. Juesti, soggetto adorno di mini lumi e di prolande cognitat otii, speciat mente Delle Cose agrario, o dat quale si era gia data a piabuli eo uti opera in torno atroconomia olearia, che porto, Comeognun G, uu utile deciso allo due Sicilia, subito ricono e , et e tale macchina dovea esser quella dagli antielii desta te Mole. M' incarico dunque Poecellentissimo sig. marchese della Sambue che col sentimento det si g. marchese Grim nidi, avessi procuratodi sare, Por suo uso, una macchina simile a quella, che sitrova Dei reale mi seo, ristaurata in tutio te sue parti. Tanto mi sono studiato di sare , e minando i Dammenti di serro rimasti, quali passo a descrivere, col dippiu , che mi ha dato lume in tale intra presa come appresso. Nel centro della eolotinetia a) resta impium to uti perno diserro H, attorno dei quato si avvolgea una lamiera , fissata in ultra di forma rei tangota, che di presente si trova unita , permetra delia ruggine, at plano superiore delia colon noua stema. Si eonosce che tale lamiera rei tangola ripisga si ad angoli rettit ungo i duo lati magetiori per rivestire llasse di legito; dei quale restano de' vestigi o Deli' impressione restata nella ruggine, enelli chiodi. με trapassano ta lamiera di serro determinata nlegarIo, come si h procurato di fare medore uella Fig. . e Silella Tau. I. Tale ame, Della porrione, eho a' interiva nei fori delle ruoto, em cilindrieo, come si distingue da poclii Dammenti di serici
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cho restano claue suo rivest tum. Ciascuna cli queste porrioni ei lindrielie de Idasse em coperta da doppia sodero; P interna delle quali restinua unita ni legno , per esserui gli stemi vestigi ho si sono numerati di sopra. Neli' esterna sedera , che di presente, mediante la ruggino . sa quasi uno stesso corpo coli' in iaterna, vi si distingue uti colla re beti ri levato verso Ia sua estremita: ed olire questo Mn ehi avello, che trapassa diametral menteluti a la grosseata deli' asse; ma det medesimo non e possibile onoscerne in precisa forma Per emere molio corroso dalia rug- ine; quali senuinienti si trovano imitati da duo aspelli nella Fig. 6 della Tav. Si e trovata Mnaneho una pomiono dilatulera in sorina di anello; como resta delineata nella Fig. 7,Τav. I , quale aiinllo, unitamente con altri, doveano esserode tinati a saei litare ii moto dello ruote, Deli' essere premutedulla parte conversa delii collari sopra espressati, E dalle parti plane da qunlebo ultro ripam. Il soro es quadrato ce) in ei curia dello ruote, ma atquanto piu stretto verso la superficie piana . che verso la convessa dei leuesse. Nella parte stretia dei soro di uua di queste ruote vi oimpiombato cerchio di serro, e net dippi u si conteneva uti lognoal quacito a conto d , ori pili propria mente partare. a piramide troncata , quale era trapassato da uti soro ei lindrico per contenere l' asse. Di tale legno se ne sono conservati alcuui avari Et,
come di una lamiora di piis , obe la rivestiva , destinata aleerto a seriare strottamenti it legno eolla pietra, medianteia eompressibilita di tale metallo. et soro den' altra ruota non vi a vestigio aleunci ne di Iegno, Bb di serro, e questo in ambo, molini trovati. Merita di re irai, eho oltro it moliuo da olio incivato Delli. fabrica nominata, o Paltra uel redificio , dei quale ne ho datola planta, si a scoperta henanche Ia vasea d nn eonsimile molino nella stra da, che eonduce alia eitti, di Gragnano, e leruote d'un ultro nello seavo fatis at principio della struda, elie conduce a S. Leo, i quali tuiti restano nel territorio di Cra-gnano, ed a distante rea di loro non molio grandi. e Dal sin
e Cato e. 335, s. 7, foramen ita
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qu1 deito era iacile it comprendere, eho lo due ruote descritte
tio qualebe ost ncolo; e i altro in giro deIIa vasea condoue dat Comuue usse, restando sem pre Da loro parallele te supersitae Piune, e perpendicolari queste ali orizinute.
Dalresatta osservaZione si conosce che te mole, net Pessere mosSe, ave vano coiuba lato colla vasca, per essere logore eciliasi lustrale si queste che tu vasca ove Possouo essere staloro tange uti, Deli' essere sit uate Dol Passeti dico ove possano essere tangenti, perche avendo distini e curvature, non e possibile che tu iuva la superficio si adattino questi praeti tra loro.
Considerate te ruote in tale stato costante mente, si viae bene che sare id ero state solo alte a si angere dei tutio te olive ooni nocet uoli; uia per Ie risi essioni det signor marchese Grimal di,nveiulci uvulo questa macchina benauclio it vani aggio di fraugere ii solo fruito delle olive senta rompere i nocet uoli , hocredulo , che cio douesse sursi con alloniatiare atquanto te ruesedulla superficie interna delia vasea , e due osservaEioni tui hanno condotio a questo. Primo che , Es endovi doppia sodera attornonli' se stesso, E la superiore movibile , come ho di gili detto, questa sacelibe restata dei tutio inutile, semprecche non avesse auuto P usscio d'accostare o discostare dui margiae delia vascala rvota, che gli restava appoggiala. I 'altra osservatione e statache ii collare prossimo ulla parta estreina della nominata foderaesteriore, essendo restato per poco discosio dalia superficie della libro dulla vasca, ovea in questa segnato it suo corso di iratio in tratio con due distin te traecie concentrictio. Esaininata ladistaneta di tali traccie Da loro, Pho trovata di miuuti . di palmo Napoletu no, o si a di dito uno deli' antico piede romano, o sita eguule alla meta dello spatio che passa fra la colon-netia , uel mexto delia vasca, e la superficie piana di clascuoadclle ruote: quando queste combaciano colla concavita delia vasca stessa. Da tali dati ho credulo doversi conchiudere , chele ruote 1bssero trasportate, colla fodera esteriore dei P asse , ora a Combaciam colla concavita delia vasea, ed ora a disco starsi da questa, per la distanga sopra espressata, di uta diis dei piede romano, net quale stato trovandosi queste , nou PO- tu vatio per modo ale uno rompere i noeciuoli , coine da in Ae vidente.
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della quale si dava ii moto alle ruote di questo molino , mi
resta a descrivere la e trugione delle siesse, e delia vasca cliele contiene ; secondo cio che ho ricavato dat P esame satio dei Pantico molino che. resta net reale museo: costru2ione colla quale si si satis it molino deli ' Eccellentiss. sig. marcheso della Sambuca. La eostruxione dee farsi sulla sexione verticale delia vasta colle sue ruote, e per tacilitii di spiegarini la descrivero solo per quanto riguarda la meth della stessa seEione, come ni os
serva nella Fig. I della Tavola II, la quale dee tenersi presente per P intelligeneta di quello che ri inane da dicti. Su di una retinindeterminata si prenda A B, egua Is at semidiametro delia
pietra, nella quale vostia costruitsi la vasca, e uel punio Ba 'innalgi la perpendicolare CD, che disegnerci I'asse delia vasca,
si divida Ia retia A B in. 13 parti eguali. ed una di queste AE determinei h la grosserta det labbro delia vasca: e la restante porri ono D Ε it ramio interno itet labbro delia stessa di qualeraggio nel molino det reale museo o di palmi a o mexalancia,ed in quelio , che resta ici Pompei di palmo i oncte 8 1ia. Indisi tiri la retia II G, ehe sia perpendicolam, e divida ne i merxola retia B E nel punio F paralella alia linea FG verso ratio delia vasea, si conduca la retia ludeterminata I K alla costante distanta di due dita deli' antico piede romano, o sia di minutis di palmo diapoletano, e eon questa sara determinato it lato della colonnetia, che resta nel me Eo delia vasca, ed i I suo diametro dalia retia B I. In seguito si tiri Ia paralella L Mdistante dalla retia A B la terea parte di Ε I, e tale linea LM determinera I asse lineare, della rvola. Il centro delia curvatura della med ima si troverit vel punio di per la distanra di L N deli asse delia vasea , egualo ali' ottava parte di E B raggiodulla vasea stessa: da questo centro col raggio N E si deseri vaP arco C EII, eho verr, iustiato dalla retia II G, e rester, in tale guisa determinato it segmetito flarico della rvota. Dat puniosi colla distati La di LΝ si determini neli arco ΕC il punio O, Eda questo punio pel contro della ruola Ν si tiri la retia inde- terni inata. O, in questa si prenda it punio P distanto dat putitori quanto h la retia I F, ed it punio P sarii ii centro della
convessita delia vasca ne I sito delia segione, qualo verra descrittacol raggio P Ο, e ne resterti determinato Parco delle linea Λ ned I Κ, la retia BE si e considerata in questa costruEione comeraggio det margine delia vasca, heuchu in rigore gcometricone differ mi ut suanto , ma essendo cosa di Picciolo uiOincnto,
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H, eredulo che non si abbia da tener conto di tale disserenis, traliaudosi di cosa prattea. In ultimo iacendosi ceutro in di Ecol ranio eguale al LB, un or o di eiceolo, che taglia la retia
BD , ii punio Q, ove taglier, questa, determiner. Palle adella colono ita , quale ha la sua superficie piana parat olla a BA. La serione delia ruota punieggiata si h posta per mostrare laxituatione, clie questa prende quando si discosta dat margine lena vasca , in maritera che movendosi non rompa i noeci uolidelle olive, come gia si ε detio. Lo duo se enti figure a e 3 sono posto per mostrare conciliarema la ruota Dei suo aspello di fronte e nella segione , e. peeial mente per sare conoscere ii soro che te trapassa; sal quale devo avvertire, che la meta dei lato dei quadrato, versola sua convessita , che e ii maggiore, deve essere per poco m Di ore alia distanta , che passa tra la linea , cho determina xllabhro delia vasca, e quella deu' asse lineare delle ruote.
Nella Fig. 4 delia Tavola H si mostra Pestomo dei molino
Coi, P asse, clie regge e triasporta Ie ruote Del muoversi questo a braccia, per merto di due stanglie obe si prolungano ullasve est remita. Dat lato X si v o l. ruota discostata dat viargine delia vasca, come deva restare siluata per non frangere lano ivoli , appoggiandosi la superficie piana ulla parte quadrata deli a se; cosi obbligata da Mn esitavello , che trapassa Pintiero asse, e l. ladem in foro, che ha la inaggiore sua lungheam loligo in direxione deli' usso Messo. Dat lato Y si mostra larvola, che coitibucia col margine delia vasca; sit unxione propria per Dangere t noeciuoli delle olive. Operatio e che si sa secondo h stato da me ideat a , interponendo fra la pallo quadrata detrasse e la superficie di uti avello, che resta dalia parte piacia delia ruota , uti seiro di sermo prcssoche lunata , dellas MexEa di ua dito delPan icci piede minis no , quanta deve sere la differentu si a la prima e la seconda sit uatione dellaruota , come lio detio in altri luoghi. Ed aceto la scidera est e-riore non abhia da scorrelae olire la determinata siluatione, mello stosso soro Eliu ira passa si questa che t 'asse, ovi et primoc so veni va sit uato con clita vello, che Occupava iutieramente lustua largiterna , fio ere luto di passare altro chia Ilo tauto mi
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Nella Fig. 5 di questa stema Tavola si da l' asse intero delmolino, compresevi te stanglie, delinea te su di una scala minore di quella delle antecedenti figure; non essendosi dato tutis interoaella Fig. 4 per non limpicciolire questa di foverchio. Si h pro- eurato cli esprimere, come la sola poretione quadrata unitamentueolle due parti ei lindriche detrasse, sono rivestis di lamieredi serro , e te stanglie sono senapii mente di legno. stesso asse riportato tu grande, senta te sta glia, e sentitie sodere esteriori, si osserva Delia Tavola IlI cloe nella Fig. 1, vedulo questo per lo suo iungo; Della Fig. a veiluto da sopra; e uella Fig. 3 per la parte piu coria , o sia di fronte. Nella dueprime figure resta espressato it tubo di serro et, ' o inserito atraverso deli' asse , per introdurvi il perno impiombato uel centro della colonuella. Due piccoli perni si espriinono verso gli tremi della fronte superiore quadrata dello stesso asse, destinati a larmare i due serri lunari, quando oecorra d usarii. Delserro , che si Osserva fissato vicino ad uno de' nominati pertii velle due prime figure, che si stende at disotto deli' asse vella Fig. 3, se ne parier, tu appresso. In cioscuri estremo delle duo parti cilindriche, cho sono rivestito di serro , si viae it soro, ove s introduce it chiavello. Si h designata nella Fig. 4 una delle sodere est eriori, cheri vestono te parti cilindricte deli' asse , e sulle quali restano appoggiate te ruote, o inuovendosi attorno sδ stesse o sicendosito med ii ne ruote accostare o discostare dat margine delia vas . In questa si osserva it collare destinato a stringere la rvota dalla sua parte convessa, ed a moderare qualunque moto irregolare, Per restare questo sit uato discosto di poco dat plano attorno ilmargine della vasca , eomo ho detio pariando de' frammentidelli corri spondenti perii antichi. Verso i' est remilli di tale fodera vi o it soro, ove sit te i ehiavelli che la sermano atrasse. La medula di fronte delia stema sodera vietie espressa colla Fig. s. Due anelli plani di serro, e Ie gross te di clascimo de' me- desimi si mostra nei perni pressi mito la Fig. 6. II minore diquesti per inserirsi nella parte cilindrica deit' asse , Da la por-xione quadrata det inedesimo e la sua sodera eslerna. E I' altra inaggiore, per siluarsi uella fodera esterna, accosto des suo collare. Ambi sotio destinati a facilitare ii moto di rotariove delle mole con restare interposit Da queste, ed i perai elia lu
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eua Fig. 7 si da, cosi di fronte, che vedulo da sopra , ilperto di serro di forma lunata, det quale ho gili deseri uo ruinpariando delia Fig. 4 della Tavota Il. Devo solo aggiungere, ehe it pergo, che si eleva dat plano det medesimo a squadro
con foro prossimo a suo termine is destinato a sarmario permerio di pio bio perno siluato verso P estremo delia fronte superiore quadrata deli' asso. come ho det to in ispi egatione delle tro primo ligure di questa lavola. La portione di questo ferro lunato , cho s' innalga at di sopra, si h satia per comodo di poterio situare, o ingliere eon tutia Ia iacilith. Il chiavello, che si osserva vella Fig. 8 o della larghetra necessaria per ritenere Ie ruote distanti dalia convessilli delia vasea, tu matitera di non stangere i nocci uolt. Questo o delia stessabirghetha o grosscita dei foro satio Deli asse e nella fodera es teriore det medesimo. II altro obtavclio Fig. 9 δ tanto men largo det primo, quanto e la grossetta dei serro lunato, e serve ad introducti nelli sori gia detii, quando si vogliano frangere ixa oeci uolt: come tutio si trova spiegato pariandosi delia Fig. 4
Nella Fig. io, Tau. III, vi resta disegnato I'asso con tuiti iserri gia deseritii, messi Delli proprii fili, come is stello d intendere. E per maggiore chia Petra, dat lato X si e siluata las era est iore dei Passe come deve restare, non volendos inaugere i nocciuoli dei Ie olive , riten uta coti dat ehiavello ilpiu largo: dat lato segnato Y si e siluata la stessa sodera, quale leve restare net frangere i noceivoli, obbligata a restare in tale guisa dat serro lunato e dat chiavello di minore larisexta deli' antecedente. Nella Fig. ii si da it soro di una delle ruote in duc aspellieon cerchio di serro verso la sua parte piana , o net dippi ii dilegno a piramide troneata, con soro cilindrico dello flesso diametro dei eerellio di serro, per con tenere la fodera esterna delirasse. Fra it deito legno e la pietra vi u canticia di piorab . come it tutio ho descritio pariando do' pergi antichi. Nella Fig. ia si δὲ ii soro in duo vedule deli' altra rnota, ed inserito semplicemente in questo un legno a piranti de troncata, Con soroeilindrico dello stesso diametro , od allo flesso uso di quello deli altra ruota. Per quat sine si ii ovi Lil differentn sca te ruote di ambedue i molini anti elii, io non ho potu to indagare, Dianon ostante P ho posis cosi tu praticii Dei molino satio per P Eccellentiss. sign. marchese della Sambuca, a vetulo Pioculato
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che corris Iulesse, per quanto sosse stato possibile, ni suo origi uale. Nella pratica tio vedulo, ch era neccssario, clie un uoino dat ratio a tratio movesse te olive con un mustia toto dat sondo delia vasca, quando si volvvano frangere i loro nocciuoli , per mandarie sotio alle ruote. Irit evitare un tale inconio lo liOideato uti masti atoto di serro, clie legato ali asse doliu amotu , e scorrendo prossimo at sondo delia vasca facesse ii suo ussirioneir atto stesso , che si mellevatio tu moto te ruolo. La forma di questo e la inaniera come resta legato atrasse, si mostra inpiu aspetii nelle Fig. a. 3 e , o delia Tavola tu segitato in cla-scuna di tali Fig. E. Tule mastia toto si h post O iti pratica ne lsopra nominato molino, Della coti rinita che resta di segnato, con ogni biton successo: e dico solo clic stiliae rei conveniente
obe in clascun molino ve ne fossero due , elou uso per talo legati alla parte quadrata deli' nsse. Molle attre cose si possOno pensare in migii ram ut o di talo macchina: ma devo ripeterio, d aver procurato unicamento diadaltarini ait 'antico in tulto, O di aggiungervi solo quat clieparte , clie fosso compatibile con i laetEi , che si doucano de- durre dalli sta imitenti rimasti. Λltro molino ii, appresso lio sit toeseguire pel sign. Duca di Serra Capriola, net quale non ebsei utimii legato a tutio tu parti, clie si rite vavo deli' antica ni illa tuta, ho reso la maniera di m vovere Ie ruote lungo i asse pili sem-plico e piu saciter e net mezEO deli' asse stesso , a vendo legat
uti suso, cd a questa uti a vulla , si muOvOnci te ruote tu giro delia vasea da uua hestia coii Ogni agili sit. Cosa clie credo sus..
condo lo parti che vi si osservano, come appresso. a. Molinoda olio. bi. I ue gran viisclie , con pendio verso i pu illico. cloxolo ei ascuna vi restu un COud Otto di piombo, che liuiuulte citia utopuo scorrere nulla corrispou deute vasca, tu uu dolio di creta
d. a. Due doli di creta, dove si raccogite vano i scoli delia
verso te hoeche do' doli. Vicino ad uno di questi, sui piutici delia vasca, si o trouuta uua cassa di piombo, di palmo i
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I to , o palmo x ira d' alterra. f. I. Tre huehe da claseunlato della stanga, formate net pavimento della medesima, e dat lavasea corrispondente , eon labbro ali' in torno di selee. Queste huche doveano essere destinate a lamnara l' armadum di duestrettoi; essendosi trovati Mnanche qua tiro cerchi di serro , checingevano la trave movibile di uno di questo, ed alcune fascedi pioiubo eon ehiodi di ferro. m. Due lassicelle hen prosonde rivestite di sabbriea, do,oavevano da scendere dei pesi per spingere la travi movibili de
stret tot verso li pavim inti delle corrispondenti vase te. Fig. ll. Segione delia sta Ea sopra nolui nata , sulla linea se-gnata in planta colle lettere Λ. Il. Le p. rti , che in questa restano espresse, sono chlamate colle stesse lettere delia planta. Fig. S. Sextone delia flessa staneta, sopra la linea segnata iapianta eolle lettero CD. ,
Fig. 4. Veduta di lato de' scammenti di serro, se dei pernoche resta fissato net centro delia vasca det inolino , che di una ramiera , che lo riveste, e di altra ratui ratiana, che s dura vala parte quadrata deli asse. Fig. 5. Vedula da sopra delia nominata ram Iera piana, e deli' altra, cha ri veste it perno.
Fig. 6. Veduia da duo lati de ream menti delle doppie soderedi ferro, Che ri vestivano. l'asse da una delle sue parti ciliu-driel, et ove si distingue un collare in giro della fodera citerita,ed ua chiavello elie te trapassa. Fig. 7. Porxione di anello plano di serro, ebe dovea restare sit uato, con altri attorno te fodere cilindriche deli' asse, per faeilitare ii moto delle ruote.
Fig. i. Setione delia melli delia vasea dei molino da olio, eoinpresa quella di uno delle sue ruote. Questa o determinata a
facilitare la sua e trugione, che distesatnente viene spiegataneli' acchiusa deserigione. Si avverte, che tale molino cociviene
laesi di pietra molare heci forte. Fig. a. Profilo di una delle ruote, visi a dalla parte convessa, speciat mente amne di mostrare it foro che la trapassa. Fig. 3. Sextone di una dello ruole, per sar conoscere conogni distititione it soro che la traversa. Fig. 4. Vedula ast ei ua dei molino cou tutia la sua armadura.
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Dal lato X la mota si mostra in siluaxione di solii acclaro sol tanto te olive. E dat lato Y in sit o di Dangere te oliva ed in ciuoli, combaciando la sua convessit, col margine della vasca. Fig. 5. Asse tutero dei molino soderato di serro , con staughene' suoi ostremi.
Avendo accennato di aver satio pseguire altro molino da oliopei sign. duca di Serra Capriola, con aver migliorate varie parti di quella Pistaurate su i petat ri transti delP antico, sono stato obbligato da chi lia tu ita l'autorita sopra di me, di durehen anche di tale molitio una succinia descritione: assicurandodi essersi per re iterate volte, nila presen Ea d' intelligenti persone , esperii tentato con ogni hiron successo, quanto pass 3 ad crivere. E premetto che ii roggio interno det labbro della vasca di questo molitio si e satio di palmi a 33 3. Ali' asse che porta te due mole dei molino, quale sopra P distraamente ho deseritio, si se legato perpendi larmente unlaso , con perno di ferro ne ita sua sonam ita , che si aggira in foro satio in ima trave lissa nile pareti della sinia ha Ove hsituata tale macchina. At laso resta inseri in una vette, atta a si tua Psitina bestia, come si usa in tui te te attre maccliano, clie illuO-vonsi con tule metto. Ed ho procurato, che si polosse taci
mente dividere it raso dati asse delle mole, pel eo inodo disi tuare cinscuna di queste parti distin lamente. Il soro di Ognuna delle ruoles si e sulto di forma cilindriea, e questo si h guarnito alii due estremi con tironeto impioibato
alia pietra mediante aleuae sp rangite. In cia scurio de' sori, olli urasse di legno, ve gono introdotio due armadure di serro composte dii pili inarre , cd ognuna di queste armadure Coucerchio rilevato ad uno de suoi est remi. in tale maniera cheintroducendosi un' arti adura Deli' altra , e restaudo assieme legate per mergo di u a Ecppa , con it riteuo de cerebi ven gono a stringere Ia i uota si dalia supersi Eie piaria, che dalla con- vessa. Ferii a te in tale maniera te ruote, it loro moto iungol 'asse dipende intie mente da quello delle d Oppio armaduredi serro gili det te, seneta altro aluto: ed it moto di rotatione
liberamente fassi su te arma dure stesse. Per serinarsi clascutiar uota, ove convenga , si e trapassata la dOppia nrit,adura aldi suori de cevehi ri levati, da uti clita vello, che viene vite- nuto in foro sormato verso l' esti eiu ita deli' asse. Ma eo me lavariet. delle duo situationi clie convieno dursi a Cias na ruotuitae casi gi. di sopra desei illi, non lascia spario da sate due
