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PER GRADIIs 3 Ac RORUM LABORUM
ACQUISITAM BOR ROMAEO PRAEsULI VOLUIT ROMANAM PURPURAM
DIGNUM FORET GIBERTO PRAEMIUM, CLEMENTE DONUM.
Nel quarto Arco era veramente di ragione, che si continuasse la serie di questi sublimi parentadi, principalmente cheil naatrimonio dei Conte Federigo fratello di S. Cario con D. Virginia della Rovere, figlia dei Ducad Urhino, dava campod introdurret due Pontefici di quella eccelsa Famiglia Sisto IV., e Giulio ΙΙ. Ma non potendoli abbracciar tutio in tanta Penuria di sito, ed avendosi anche t occhio a tener vive quelle notiale,che sono men famigliari,ui si posὰ invece GREGORlOXV. nel cui fourano intendimento la nobilia Borromeaebbe si alto concello, che Della sua Bolla deli' anno MDCXXII. ampliando ad instanga di Maria Maddalena d Alistria moglie di Cosmo II. Gran Duca di Toscana,in Citta Vescovile it Borgo di S.Miniato, tra pili sorgosi motivi, che a cid lo spinsero, addusse questo pure : quῖd ab ipso oppido antiqua, ct nobi is tua Borromsag ns , ex qua S. Caro us Arcbiepiscopus Medio . Sacri Co egii K. E. Cardinariumss endor editus originem duxerit 9). Indi si prese I idea della suss eguente iscriZZione.
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FANUM S. MINIATI AD BOR ROMAEORUM AETERNUM DECVs IN URBEM ERIGENS, URBE s FACIT ΤANTAE NOBILlTATIS MONUMENTU H. At quinto Arco aggiungeva compimento , a decoro
INNO, ENTO XI., come quello, che in uia sol tratio delia suasourana prudenZa raddopib il lustro ait 'antico splendore Bor-rOmeo con eleggere PEccellentiss. Sig. Conte Cario alle noZZedeli'Eccellentiss. Nipote sua D. Gioanna Odescalca, ed eleό- gerio tra poderose competenge di primo grado. Questa benigna propen si one arrebbe poluto tingere con qualche ombra digenio la beneficeneta usata da quel Santissimo Pontefice at Fratello Conte Giberto ascritto appena all)Ecclesiastica miliZia, edinvestito subito delia pingue, ecospicua Badia di Viboldone,
sh sosse stato altri, che ii Grande Innocengo, cui l ammirabile disimpegno da tuiti gi' attacchi det sangue tanto canoniZOl'eroiche sue operagioni; it che appunto erasi presio per argOmento della lode, che pretendevas1 fare at merito deli' Eminentissimo Borromeo in tal guisse. UALEM PRAEsENfERIT GIBERTU ΜIN I Ps Is VIRTUΤUM PRIMORDIIS
I NIHIL UNQUAM SANGUINI INDULSIT.
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Nel secondo Portico spiegavasi quella splendideaga piuintima dei sangue Borronaeo , che gli ris alto da gli Osiridi Roma , e dalle Mitre; e come rael Primo erano stati disposti cinque Sommi Pontefici, qui poteantii emplere gl' Archi con cinque Cardinati, che tanti appulato in me nod Ula secolo, e megEo ne contaqilesta nobilimma famiglia tuiti suoi, e tuiti grandi in Santita , in Dottrina, in PrudenZa; Oltre uia numero incredibile d 'altre Porpore, che te caricanopia viva grana di onore con la loro prossimita di sangue, e
Parentela. Ma una certa di vota rissessione alia gloria troppodis inta delP ammirabile Arcivescovo, e Padre di questa Citta
S. Cario, ruppe l idea conceptata di tenere quest Ordine materiale, ed a soli occlij plausibile, per riserbare it grata Santo ademere da se solola luce piu bella, e gemma pili preetiosa di tutioil magnifico apparato. S 'avverti. Pure , che ii nuOVO EMINENΤIssiMO BORRO MEO emendo egit PObbjetto principale, e come centro , a cui miravano tulte la industrie di questa
Pompa, non clovea consondera quasi parte, e in tal qualmodo Perdersi immischiato nella circonserenga. Oltre di citisfavillano in questa Casa particolarinente due Mitre con si vivo riverbero di virili, che i 'obliarte in simile gloriosa sungione sarebbe stata una negligenZa troppo ingluriosa at loro merito. Tale per tanto era i 'orcline de nobili Ritratii. Neli 'Arco dimeago ii Cardinale Arci vescovo di Milano FEDERIGO 1. diquesto nonae spirava dat volto premo che viva la sua amabile maesta, e perche tuit' ora pili viva sit conserva ne cuori la memoria delle sue virtu, e nella Biblioteca, e Collegio Ambrosiano, da lui con reale magnificenZa eretti, storgesi la vastitaedet suo in gegno, e dei suo cuore, null altro motivossi di siue lodi cui non bas erebbe un volume, non che uia Periodo ), sisto richiamavansii i leggitori dalla morta imagine a considerariae altraptu suggia, e viva, col seguente laconismo.
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FEDERICO. CARD. ARCHIS P. BIBLIOTHECAE, ET COLLEGII AMBRosIANI CONDITOR 1s MUNIFICENT Iss1MIMUΤA IN HIS COLORIBUs IMAGO, ELOQUENs ALIA IN LITERARUM MONUMENTIS , VIVA PRORsUs IN GIBERTO CARDINALI
REFULGET. Ne due Archi immediati a fianco gli facevano quasi onorata assistenga idue pili insigni Prelati Borromei Gi ACO Vescovo di Pavia, e CARLO pria Vescovo di Ugento, pol di ΡοZZuolo. Glacopo degno figlio dei Conte Vitaliano I. gia di sopra lo- dato , accoppiando alia nobilia dei sangue la nobilia dello spirito, e nelsiore de gi'anni adulto in Dottrina, e Virtu, si meritb , che mossi da interno spontaneo impulso di fovrana
e Filippo Maria Duca di Milano a volerio Vescovo di quella vasta insigne Diocesi in eth di soli anni 28. , senZa cli' et pure Plegasse tin pensiero, non che la speranga a si ragguardeVole Mitra ambita a solla , e cercata da altri molli e di merito, e di crine canuto, come ne fa sede ii Filelso. so). Lasciandqadunque ii molio , di che resta marcata nelle storie la di tui Generosita, Vigilanga, SapienZa, ed attre prerogative Pastq-rali, si in si prese ad occhio questa sola velocith de sacri onori,
Corsia ad incontrare ii suo merito, per cavarne Ia bella antitesicol nuovo Porporato, comesiegue.
so in Oratione habita in ejusdem Humni ingressu an. I 46. 3 i , crabe Ius in Eriscos. Thmensibus, umq;
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NECDUM, VI. AETATIS LUsTRO EXPLETO EPIsCOPUs TICINENSIS CELER Es ATTRAXIT DIGNITATES, QUIBUs DIU sE sUBTRAXIT GIBERTUS: 3ΕD DIsPARIs CONsILII PAR VIRTUS FUIT; ILLIC PRAECOX EMICUIT MERITUM, HIC, QUID MERITO MAIUS. I 'altro, che pria di tuiti portli ii nome di CARLO nella linea Borromea, era figlio dei Conte Lodovico, e Bona Μaria di Longilignana, Vomo di alto senno negli affari politici, cheguadagnos i ii cuore di Cario V. Imperadore, cui era gran Cameriere, & Consi gliere segreto, ma conquel meZZO mira- colo di conservare illibata la Pieta nella Corte, fu giudicato CDme candegliere δ' oro pili degno degit Altari, presentato dat medesimo Imperadore , e promosso successivamente da Clemente VII. alle due Chiesie 1ovra nomate. Da questi suppone l'Ughelli passasse illausto nome at nostro S. Carlo, sa quasi che scorto dalla luce prodigiosia, uedulasi rael di tui nasci-mento, Presagisse ii Conte Giberto Padre, che questo figlio nasceVa a grandi sperange della Chiesia, come pol riusci mag-giore delle sperange s esse : e tutio cili epilogavasi rael litoto
ET A SECRET. CONs1L. CAROLI V. IMPER UXENTI, MOX PUTEOLORUM EPIsCOPUM, VIRTUTUM QUΑsI PROTYPUM PRAEMIsIT BOR ROMAE A NOBILITAS,
SIS S. CAROLUS ECeLESIAM, GIBERTUS PONTIFICIAM AULAM
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GPestremi due Archi, in cui principia , e termina ques OΡorticato, ripigilavano la bella alternativa dei pavonaggo alla porpora, essendo nobilitati con i due Cardinali GiBERTO I. , e FEDERiCO IL Borromei . Qui pure entravano I'angustied aver molio da encomtare, e poter esprimere poco ; Μa essendo fresche alia nostra eta, e quasi est' occhio te notigie delio picco distinio nella farieZZa, letteratura, destreZZa ne' maneggipiti ardui e della Chiesia, e delle Corti , con cui segnalaronii questi due Porporati, tutio si ritenne in silenZo, e quanto alCardinal GisARTO L si osserub soltanto la circostanga desta 1ha morte avVenuta quattro mesi doppo lanascita det secondo, lo che serui a considerare ii merito, che aveva di mal morire, secondato in quel modo, che si poteva, dalla nostra frate natura,
NIHIL AD PLENAM IMMORTALITATEM DEFUIT, NISI HUJUs VITAE PERENNITAS.REDEMIT ΝΑΤURAE DIsPENDIUM NOBILIs BOR ROMAEORUM FOECUNDITAsEODEM, QUO PRIMUs DECEssIT, ANNO
GIBERTUM IL, IN QUO PERENNARET, ENIXA QUID STIRPIs IMMORTALITATI IAM DEEST ZNel
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J set Cardinal Fgnastico IL si scelsero due sole delle singolari siue doti, che tanto nomedistessero nella Germania, Spagna. e Roma Ressa, clod lagenerosita deli animo liberale, esplendido, e la felicita nelPimpegno di Cardinat Segretario di Stato, per cui era chlamato la penna d'oro det Sagro Collegio sue ):giacche di queste non meno, che delia Porpora ne vapari sene adulaeione ii nuovo Eminentissimo, cosi leggeasi sorio. FEDERICI IL CARD. BORROMAEI PRIMUM AD GERMANIAE PRINCIPE s, INDE AD CATHOL. REGEM APOST NUNCII, - CLEMENTIS X. A SECRETIs AUREUM CALAMUM, A UREUM ANIMUM, MAGNIFICUM AURI CONTEMPTUM GIBERTUS II. CARDINALIS RENOVABAT. It pili bel fiore perti di cosi scella nobilia, e di attinenZa, edi sangue, come accennom di sopra, che dava netl' esteriore lacciata tutia la maesta alia pompa det sontuoso apparato, erail sempre grande, e mai abbas anga ammirato S. CARLO, ii quale espresso in megeto busto allumato a raggi d oro, e cinio tutio ali' intorno dalle insegne delle sue dignita, e dei suo Casato, conintrecci spiritosi di puttini coloriti ai vivo, e etendati dispostia tutia si metria d arte, solio uia arco quasi di trionso, da cui Cadea uia maestose padiglione a coprii' la gran Torre fra meZZoa i due Portici, facea tra i Personaggi descritti la figura di Sole in meZZo alle Stelle. E qui pur' era, dove sentendosi i Citi dini ravvivare in seno it tenero innato amore verso di uia Si
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gran Padre delia Patria, fissavano tuiti gli siguardi, sembrando loro un oggetto tutio nuovo, seben solito ad aversi sem- pre d 'avanti e nelle Chiese, e nelle Case; tanta h la stima delladi tui Santita, tanto i 'alto concello deli' eccelso di tui patrocinio , che Va Pur sempre crescendo nel veder traiti da iungi correre tuit 'ora adoratori alla dilui tomba, con voti grandiolii cuori de' Mitrati, de' Prencipi, e de Sovrani; essendo ancorsresco su gl 'occlij il divoto iributo delle spoglie Turcheschein viato ad onorare te di tui ceneri dat nostro Augustissimo
Regnante Monarca. Sti l idea per ianto di Si gran merito, ericca gloria, che ris,nde neti 'Albero Borromeo un lautio coSi preZioso, erati lavorato it tetrastico so1critto at ritratio :Et si deficeret series tam spIendida Avorum,
Atque unus Gentis CAROLUS esset honos;
irradiaret adhuc una sub imagine, sis Sanguinis, ac animi pompa, GINERTE, tui. Chiudevano la nobil serie de Borromei Eroi , ritratii anch essi in vaghi Medaglioni, e ripartiti d' ambi i lati di S. CARLO i due conspicui Personaggi pili a tui congiunti dis angue G BERTO, e FEDE Rico, a di cui gloria potea parere superfluo metiere in mostra queli' ampla luce di titoli illustri, e di luminose Virtu, che adornarono la di lor fronte, e ii dilor spirito, potendosi compendiar tutio l' elogio in questo sol Pregio, d euere I uno stato Padre , t 'altro fratello di un sigran Santo. Contuitocio non stimossi bene privare di questo Onore it di lor merito, che avea servito a rendere in em piusplendido ian si bel lustro. Toccavasi percid nella primaikriggione la cloppia segnalata carita di GiBERTO e verso Dio, cui in meZgo alla gran solla degi ardui affari delia famiglia, edet pubblico sapea consacrare ii di voto ritiro non solo di piuore at giorno, ma di giorni interi spessi a pie de gl'Altari, odentro d' una sua cella romita; e verso it proflimo, versando si largamente i ample sue rendite in seno a' poveri, che meri
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tossene it bel sopranome di Padre, come per testimonio diper ne d impuntabile sede, e vive ancora at suo tempo lascib
RELIGIONIS SUMMAE IN DEUM, PROFUSAE IN PAUPERES LARGITAΤIs, COMES, SENATOR, CONsILIAR. CAESARI , PEDITUM CHILIARCHA,
Spiegavansi neli' altra i litoli maestosi delle cariche, ed onoridi piu alto grado conseriti a Fanastico dat Zio Pontefice, e dat Monarca delle Spagne Filippo II. ancor negi anni di tui piuvet di, indiZio manifesto di quel grand animo, e asta mente, di cui era sornito, e che potea far sperare at Mondo te impresepiti belle cli un 'eroica Virtu, seta di tui morte troppo acerba, e dishgnata sorse dat Clelo per ser risplendere pili Vivamenteit generoso risiuio delle grandegete terrene in CARLO fratello, non ne avest e troncato it filo. FEDERICUS IL BOR ROMAEUS EQUE 3 AUREI VELLERIS, 16 DUX CAMERINI, PRINCEPS AURIAE, His PANIs TRIREMIBUs PRAEFECTUS, SANCTAE ROM. ECCL. POLEM ARCHUS, SANCTI CAROLI FRATER.F Σ Res f ς ς J De Ponti . D. Caroli 6b. a. tu. 96. 36J Serenius m aDe Grou Equit.
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Restavano per dar Pultimo fregio ait' esteriore prospetio da abbellire con qualche faggia invenZione quelli spaZj angolari , che appoggiati foura gli architravi delle Coloniae sit ira-meZZano, ed allargano a seconda delia plegatura degl'Archi ;e perche si era presistb di cauar tutio it vago dein apparato da una sola miniera, quat' h in se sted a ricca ad abbondanga dionore la Borromea nobilia, si pensti di ripartirvismembrato ii di iei Stemma, avvivando in guis adi emblemi con 1otto isuoi respettivi distici tuite te Insigne, di cui E inquartato. Cominctavasit questa dispoiigione de' Simboli dalle Onde fir mischiate a liste di terra , in cui da alcuni si interpreta sienoespressit viaggi di Antenore Fondatore delia Citta di Padova, antica Patria de Borremei Ascendenti. 1l distico perli si seceinterprete d altro sensio o Piu plautibile, o piu vero.
PACE, ΟΡΙBUS, BELLO CELEBRES TERRA UE, MARI UE
centiati stimansi introdotie nello Stemma Borromeo per con
servar sempre viva la generosa memoria della Reate Martire S. Giustina; ma perche stava fisso laeti' idea deli' apparato dinon riandare te antiche, ed a noi sorastiere orme di questa nobilia, si tenne ii sentimento in uno schergo di Poesia alludente allo splendore de suoi Personaggi, i quali come Stelle di Prima grandeZZa, accrebbero pili di luce at nostro Clelo, chele favolos. chiome d' Arianna al Fermamento.
STELLATAS ARI ADNA COMAS NE VENDITET: ASTRAHIS INTEXTA VIBRANT NOBILIORA COMIS.
