Camilli Blasii ... De festo cordis Jesu dissertatio commonitoria cum notis, et monumentis selectis

발행: 1771년

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tantemplandum , illuminandoscilicet intelaum .... Alio modo μ dium Litterarum juvat ad eontemplativam vitam indirecte , removendo contemplationis pericula, scilicet errores , qui in eo remplatione divinorum frequenter accidunt his , qui Scripturas ignorant. Sicut in collationibus Patrum legitur , wd Ab has Serapion prepter simplici rem incidit in errorem Anthrop mdubitarum, ides eorum , qui Deum habere humanam formam

Quid erroris subsit in cultu cordis carnei, satis , ut arbitror , jam probavi. Vi namque sua cultus iste separatum significat ipsum Cor a Christi Corpore t quod apertam praesesert fal- statem , summaque assicit injuria cum veram, tum mysticam illius integritatem; quodque bonos quosque & pios fideles de religionis nostrae puritate ac sanctitate sollicitos, movere in pri

mis debet , periculosissimus est , & ab a instituto discordat Ecclesiae , quae resto de quo agit', non crar proprie sumptum,

sed symbolice tantum acceptum , pro objecto cultus praefixum voluit. Ego equidem inter omnes Ecclesiae filios insimum locum teneo. Attamen ad me quoque pertinere posse putavi , quod habet Canon Loci, a Decreti collectore adscriptus Stephano V. 3 s. q. s. Loci nostri consideratio nos admonet rationis auctoritate, quae a Praedecessoribus nosyris utiliter decisa fuerint, roborare , quae a temerariis praesumpta fuerint , in promptu nihilominus ulcisci. Reum quippe ante conspectum divini iudicis se noverit esse , qui nititur utiliter finita rescindere , ae roborata quolibet ausu violare. Ecclesiastici quippe rigoris ordo confunditur , si aut temere illicita N n a fra

a Pereat tamen graviter, ritum Gelasiae facit facit quos Lem probibet. In fa non servans, ut ait S Thomas q. 83. dem vero, quiDIdis verbis Mois siententiam art. 3. ad 3. Detorquere autem verba de- ejus eircumvenit. Nee fraudem abella iacit, creti ad cor earnale , non valet ad aliud , quod Adversariorum oculis non affulgeat quam ad excusandas excusationes in pec- aversa Deereti mens. Fraus enim Legi fit,catis. Quamvis enim hine aliqua eaptari tibI id fit, quod fieri nesciit, feri autem non possit occasio, ne quis specie tenus contra vetuit, ut Ulpianus addit seq. Leg 3o. feod. illius verba sacere videatur , omnis ta- Nanea igitur interpretatio Decreti bonamen excusatio tollitur ex mente Nora. fide vaeat, quia non ad mentem verbaculo Ecelesiae , quod est de solo corde sym- supplet, sed verbis mentem pessundat, ut Ide sumpto. Tecte enim Faullo Iurc- ad liquidum demonstratum est in Prolu-eonsulto Le . 19. ff. de Legib. ccxtra legeni a sone.

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' 18 DE FESTO CORDIS IESU DISS. COMM.

praesumantur , aut non concessa impune tentemur . Proinde si negligenter ea , quae male usurpantur , omittimus , excessus fiam procul dubio aliis aperimus . are rem utilem , imino necessariam secisse me puto, dum pro mea ingenii tenuitate in id operam contuli, ut latebras detegerem, & conatus infringerem renascentis erroris. Nam ut probe monet S. Gregorius Magnus in Pastor. par. a. cap. q. Sicut incauta lacutio in errorem protrahit, ita india

scretum Alentium eos qui erudiri poterant , in errore 4erelinquit .

LAUS DEO.

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DE FESTO CORDIS IESU

MONUMENTA SELECTA

Narratio typis vulgata, de Romae impressa anno I 76s. apud Io hum , & Nicolaum Grossi. Prodigiosa riganaetione ultimamente fetuita in Roma per intercessione di S. Luli Gonaeta delia compagnia di Getu . Iccolo Luigi Celetani Romano , giovane S anni 1 7 compiti, poc' anti Scolaro nel Collegio Romano , epresentemente Novitio delia Compagnia di Gesu nebla Casa di S. Andrea a Monte Cavallo , fin dat I o. Gennaro deI corrente anno II 6 s. fu compreso da νviolenta pleuritide mista di polmonea, che molio tace temere di sua vita , ma coli' ino di sei sanguigne , in cui se sitrassero circa sci libre di sangue , at quinto, o sella di si riebbe . Si rie be dissi, non perb cosi bene , che potesse dissi persettamente ristabilito . ora dolevasi della testa , ora della gola. Quando cra tra gliato dati toste, quando da certi gricciori insoliti, e tremori, avanzi tuiti det male gia sesserto , e preludj destro maggiore , che sevra lava . Sopra tut-to gli era rimam tal de legra , e sfinimento di serra, che sebben voble timetters agit eserciri delia vita commune, mai non pote se non stemtatamente ademptrii. In questa nojosa convalesceneta la duro sino at s. li Febram, quando talmente se gi' incrudi ii dolor della testa e dellaisgola, che ii Sig. Medico Luigi Poli, avendosii trovati asses duri i pol. si, e risentiti , di nuovo I' obbligo at letis, e gli sece proniamento cavare dieci once di sangue . Questa operisione non produsse altro egetto, che di fassili maggiormente aggravare ii dolor della testa, e dellagola, con 1' aggiunta d' una stretieraa di perio , e tota quasi continua, e secca. Ma cio che pili mi se in apprensione , Ia sera venne egii steta

a consessire , che in tutio quel di non avera poluto rendere la sua ordianaria bevanda, che era l'acqua pura , benche molia ne avesse bouia ν,

e pili volte vi sit Esse provato , onde diceva di solstire neI bata ventre uti Sina dolore . Per uia male , che a ua dipressis mostrati avea sul principio

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et 86 DE FESTO CORDIS IESU

gr istes sintomi, era mono an to ii glomo innangi un' altro Novies o suo compagno , della medesima et a , ma pila robusto , pia sano dilui, in quanto non era punio , cona' egli, pregiudicato da anterior m latita . Tanto piu dunque era da temersi , che questi , tanto piu deb Ie , cd infiacchito , douesse soccombere ad un male di cosi brutta apparcnga . Tota se gli applicarono e lamenti, e lavativi, ma sema at cunsollievo . A qualche ora di noue riusci di fassili prendere per boccais quatille ristoro , che si ristrinis in un brodo , e si laseio in riposo . Passo inqulata la nolle , con poche ore di Anno , ed intermit:. La mattina seguente , tornato iI Medico , trovo, che it male avea piena mente spiegato it suo carattere consistente in un' attacco generale diconvulsioni. Una di queste gia serrata gli aveva strenamente la golaia ἰche pili non cra capace d' inghion ire nε cibo , ne bevanda d' alcuna sor te , ne meno una stilla d acqna o dolio , e a grande stento gli permetie-va di proferire qualche parota . Sicco me pol le convulsioni stendevansi ax tuiti i muscoli, gli cagionavavo acerbo stiramento , e dolore nella testa,nel collo , nolle mascelle , nelle braccia , nelle mani, nelle gambe , ene' piedi. Per l' istorii Ggione erano gia pili di a 4. ore , che non passiva il beuuto umore , e risentiva nulla regione inseriore dei ventre piliche mal intenso lo spasimo . Talvolta appariva irrigidito in tutio it compo , con distensione di gambe , c braccia tat' altra volta balaava con impeto , contorccvasi , cd era costretio a violentissimi moti, talche eranecessaria l' assistenra di due robuste persone per trattenerio, che non lautasse dat letto , o non andasse a dar di capo nel muro . orribile sopratuoto , e coinpassionevole era la convulsione degli occhi , che lo costring va a stravolgerit , e girarii continuamente in strane guise , senaa punio distinguere gli oggetti amor pila vicini, ne alcuna delle persone .che gliparlavano , se non at suouo dclla voce . E' pero osservabile, che non v dendo , come si e deno , alc uno de' tanti oggetti che gli vcnivano avanti, sem pre vide, e chiara mente distinse una divora I in magine, che gli d vano a baciare , rappresentante ii Divin Salvatore , che nitara it suo sacrato Cuore tutio circondato di iam me, e benche ali re sacre Immagini

se gli dassero di tanto in tanto a baciare , nivia' altra mai vide suori diquesta . Ma cio sia detio cosi di passaggio . Tale era lo stato dei nostro Insermo la mattina de' 6. Febrato , ctale conservo is senta mai rallentare per tre interiis mi gior ni, coli aggiuinta di pila d un delirio, e vaniloquio continuo , di modo che attesta e gli

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stesse , che in tutio questo stattempo mai non s' accorse di cio ch'egii A. cesse ; ne di cio che si sece intorno a tui. E' inutile ora it dire quanti timedj si adoperasscio per ingrenare la violenta di si grave infermita . Presedeono alia cura due valentissimi Protabri, it Poli soprannomin to , e Monsignor Zannettini Medico di Sua Santita . Venivano enitiam bi pili volte it glomo a visitano, tutio si ordinava di concerto fialoro . Furono replicate te sanguigne, che in breve sipario arrivarono sino a cinque . Se gli applicarono te migratie alte templa , e pol te coppe a taglio , e senapisini a piedi, otio caldo alta nuca , fomenti , lavativi, e piu volte si certa d' alutario coli' uso della siringa . Ma tutis in darno quanto at mitigarsi la serra desse convulsioni, sebbene si ottenesse per rum e per l'altra via qualine piccola fgravio . Solamente Ia no te degli otio enuando i nove det mese , oi cesso it delirio , onde potheons, arsi . E considerandosi che un corpo , per tante cavate di sangue, e per lo inaltimento continuo delle convulsioni tanto inde lito , e glada tre giorni mancante assatio di nutrimento , difficii mente polreb oreggere pili iungo tempo , si fit procitamente amministrata l'estrem Unaione , giacchε per lo stringimento invincibile della gola , che nulla ammetteva , ω meno una sulla d qua , anai ad reni leggerissimo te lativo maggi mente si convelleva , vano era it penure di poteris com

municare .

La minina dei 9. stando persettamente in se paleso vn' ardente bruma di ricevere ii sento Viatico, timetiendosi per iuro at volet di Dioquanto es vivere , O molire . E perciocchh gli venne ebosto I' impedimento delle chiuse fauci, che non permetieri di seddissere 1l pio sito desiderio , prego ii P. Rettore, che mandasse scunt des sitoi Compages Noviri a fare oragione per lui nelle Cappellette, dove moti it Santo Noe virio Stanislao Koma, e pol provasse a dar i un paco della larina moutiplicata da S. Luigi . II tutio si fece , ma quando si venne alia prora divolassili introducie neta gola un poco d' acqua con entro la prodigiosa farina , immantinente con impeto la rigetto . Egli perb non perdendosid animo, con inanior sede prego che si venisse ad un nuovo esperimento . S' i inocchiarono i circostanti, e con divota preolera invocarcinoi' ajuto di S. Luigi. Indi se di bes nivo presentata est' Intermo in uni e chiarim S acqua la bramara farina , es egit con Amma ficilita r imghiotii. Si provd con ' altro cucchiatino , indi con una raraetin dibrodo , di nuovo con una Particola non consacrata , e tutio inicemente

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riusci ; onde vedendosi a tante prove, che eram gia schiusi te vie deli gola , se gli diede finalmente con sua somma consolarione ii sento Via tico . Calmarono saera te convulsioni . Nel restante dei glomo rimasesempre presente a se , e poth di quando in quando prendere qualchea piccola radira di brodo . Tuttavia it suo stato era assai deplorabile . Non poteva Agriae ne la luce viva, ne un rumore squanto sensibile , questo a causa dei dolore acutissimo di testa, quella perche se gli riseegliavano agit occhi te convulsioni. Non distingueva alaun' oggetto , si1orche laodetia Immagine det Redentore. Stentava a m ver te mani, non che lavita , per te doglie che in Ogni parte lo asggevano . Era tormentato datosse continua , e secca , da ardentissima sete , e da un calore eccessivonet petio , che egit ebrim eva col nome di flamma . Nel cuore ancora sentiva una straordinaria palpitagione , e un dolore acuto nes fianco si nistro . Era in fine si addolorato , si sacco , che non senga discolla edincomodo poteva articolare quel che parota, edi piu verso sera se gli sco-pA un poco di febre . Con tutio cio avendo com inciato a prenderea

qualche ristoro , non gia di cibo , ma di bevanda , si era concepita qua, che speranga di poterio salvare. Ma la speratara total mente svani Ia mattina de' Io ., glomo di D menica , quando si vide che di nuovo, e con pili ferocia di primaol'avevano assulto te convulsioni con tuni i primieri sintomi di stringimento di gola , stravolgi mento degli occhi , stiramento e tensione ordelle gambe , or delle braccia , impetuosi ribsai di tinta la persona , ecostante delirio . A questa vita i Medici lo diedeio per disperato . In

falli, rinsonando ad reni momento la veementa dei male , altro indietio ormai non dava di vita , che i seddelti moti di convulsione, e quatiche consuli voce di lamento . Nel resto , fatio gia cadaverico it volto, piu non pallava , e per quanto ne parve , pia non udiva , ne certo duva alcun segno di udire chi s' appressava a pari argii . Tullo in fine indi. cava che douesse a momenti spirare . In tale stato si mantenne tutia lamattinata , sem pre assistito da Sacerdoti per somministrargit gli estremi spirituali ajuti. Il Sig. Fulvio Celestini suo Padre , informato des lagri,

mevole stato det Figlio , non ebbe pili cuore di ventrio a vedere , c me avea fatio ne' giorni addictro , ma Io pianse per morto. Tomb a vi. sitario su te ore I 8. ii Medico Poli, e ne parti con pota o niuna sperameta di riuovaris pili vivo . E pure , chi mal lo avrebbe credulo P Di lia pochi momenti egli su sano pericitamente , ed in Piedi, ne selo suori

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MONUMENTA SELECTA. agy

Alla ore et . ed in quarto , I' Insermo, che in presema d'uria Padae, e due Fratelli glaceva immobile, e mori bono, si clancio atri proviso sino alla meta dei letto , vi rela a sedere in alto di estati eo , corule palpebre fisse verib ues Immagine di S. Luigi, che gli stava di rimpello appea at muro , e di pol per de terra , cadde sepra i guanciali , mainsieme con voce chiara , e con mirabile soavit1 d'espressione proruppe in queste parole : βuanto flete mi bello S. igi mis 'quantomat bello i Da tali parole , e des modo di pronunetiaris , dubito it Pa-dre di qualche cola superiore , onde gli suggeri, che si raccomanda a S. Luigi. Egli di cio uulla intese , come ha pol detto , ma dopo qua,

che momento , presso nuovo impeto , si rialao , e portatosi come prima a sedere iatre es me Eo dei letto , in tono serte , e da tuiti inteis pronunZio queste altae parole : Fiat voluntas Dei . Indi si resto appodigiato se te lae mani, sempre a guila d estatico , per lo Mario di ire in quatim minuti . senra cite alauno de' circinami , che attoniti lo gua davam , ardisse sturbatio . Si riscosse final mente , e ripigliato in istantiit filo color raturale , con aria glutiva , con voce stanca , e in alto digivbilante : Ioson guarito , grido , io son guarito . S. Migi mi ba ria sanato . Io ι' ho vetato , mi ha pariato , mi ha farto Ia gradia . Piunon mi due Ia tesa , ne goti . Non M piusretteaeta di petio, ne tofi

diano dunque da vestre, mi diano da mangiara . Sorprese ii Pacteo , che l' assidiva , per si instantaneo cingiamento di tam , e se assicio deste gran cola che udiva r Piam , ris se , raccontaieci ptima che cos ivi e accadura . Ed est labito prese a fare ii seguente racconto , che tapoi sempre ripetuto nella steta maniera , e consermato etiandio con guiramento avanti ai Giudice Ecclesiastico . Disse , che in quella mattina , appunto sit ripigliario te convulsi ni, Rii mea cominciato a vedere ii Ritratio , che gli stava innanai di S. Luigi, non mai vetato da lui in tutio it tempo della malattia , edavea seguitato a viaerio per tutia la mattinata . Che ultimamente l'avea

vetato quasi accendersi d' improviis, e risplendere d' una chiarissima luce . Che di meazo questa gran luce si era spiccato in certo modo, eoo o ' non Duiligod by Cooste

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non gia di profilo , come lava dipinio nel quadro , ma cesta saccia asIui rivolia gli era venulo davanti ramabilissimo S. Gigi . E qui, comedentro a parentesi , ne sece una piccola descriZione , dicendo , cli' er vestito da Gesulta Studente ἔ colla veste da Collegiale , come lo rarpresenta ii bata ritiem det suo Altare rella Cestia des Collegio Romano r che portava un occisisse nella sinistra , ed mea stombrata la d stra ; nes resto pol era si graetiose , si bello , e riluceme, che sis avaun dolce incanto a' di tui occhi. Indi prosegul a dire t che it Santo colla destra gli avea filio cenno di accollarsi, ed egit aliora si era clanci to verso di tui per sentire quel che voleva : che ricadum indietro , e ri-

tornato a glacere , non avea lasciam di veserto, nὶ avea potino coni

nersi dati' esclamare: quanto mi flete Milo S Lusti mis i Che di n volt Santo gli avea tam cenno , ed egit era tornato ad alaarsi r che si xa it Santo' mea prese a patiargii cosi: Cina vitioi D sanita , o la morte λ Al che egli avea credulo di douer rispondere , come in taliavea ri sto: Fiat voluntas Dei: che a tal risposta it graesosissimo Santo avea replicato in questa gutta : Glaechὸ in tutia la tua infremita non attro bai desiderato che di prendere a Santo Hatiso , e net reso si fato conformato alia munia di Dio, u Signore ri concede la vita permia intercessione , aceto ta attenda lina perferuone , e in tutio ii tem po delia tua vita procuri di propagare la divoesone at Sacro CVOR HGESU' , che ὸ divinione graditissima is Clelo . me attre cola gli avea Mite ii buon Santo , parte di ammaestramento , parte di sita grandissima consistatione , con assicurario che di tal male non avrebbe patito maipiti, e finalmente gli avra ordinato di se e la divorione delle set Domγniche in memoria de' sei anni cli' egli era vicino nella Compagnia . Pa reva finito qui it racconto , ma it Giovine seguito a dire , che vede dosi tanto favorito dat suo amabilissimo Proteuore , preis animo dalla dilui assabilita, si era avanrato a supplicario , che Io volesse liberare da

un' acutissimo dolor di testa , che attuat mente stativa r ed a cui era abituat mente seggetto anche in tempo di sanit, . At che it Santo avea gra-χiolamente ris isto in questi termini : Non e volonta di Dio , che tu nesia libero assatio. D per Ora te ne libero, ma vetito che se re in avve nire te ne risenta un meo in memoria delia P pone di GESU' CRIS ,e ad imitarione mia , che quando ero in vita , fuere ho desideratodi sost iris per confirmarmi eost at mis Signore , ehe tanto avea pati

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s. Migi , em D man de a benediceηῶ-i , - ὸ sparito dagii oeebi, ed is sua rimsto persettamente sano. Narrationi comes aere t etiam Imago S. Aorsit glaria fulgentis per LA.Fataoni Ine., in qua summatim res gesa repesitur. s. Migi Gonraga delia Compagnia di Gesti cosi apparve li ro. Febraro I 6 s. a Niccolo intestini Noviaio in Roma della medesim Compagnia, e da mori Mo che era, peristamente colla Ba bene. dirione to risino in un istante : e gli rac mando, che promo esse ladi votione es Sacro Cuor di Gesti con astaurario , che questa ε gratissi, rna in Gelo. θm exitum hae habuerinisquens ostendit Neerologii partiemia, unde liquet, Meuaum Celesim quarta dis pos approbasionem Decreti valetudini resiturum , ψ Idus Febr. an. IIo s. annos natum ULginii ec sis Cosculi 4. Nonas Febr. an. 2768. Defuncti E Societate Iesu

ANNO MDCCLXVIII.

Ianuario P. Ignatius Ramon Adiacia I. Beticae. Februario

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INTER MEMORIAS VITAE

IUSTI FONTANINI

ARCHIEPISCOPI ANCYRANI

Venetiis impresia Anno 17ss. Haec habentur par. a. pag. IOA.'INDNEL mese di Giugno deli' anno r7 2 8. comparve un grota Libro , inritolato Nova observationes , per ottenere r I Eio , e la Messa dei Cuor di Gesu, e Monsignor Arctvescovo riflattendo alia improprietadella domanda, vi fece scine Note , e sono te sona D naove Ommaetum per otterare ι' V so ,

e la Messa δει Cuis di Graii. Qia ando Ie Sacre Congreginioni degli Eminentissimi Cardinali ,

rappresentanti col Sommo Pontefice la Chiesi Romana ἔ e destinate dat medesimo a discutere te cose apparienenti alla Religione , non vosio est udire tal volta te private istanae de' particolari , ε segno manifesto, che non te trovano ben sentate, ma piutleslo provenienti dest' amo desse proprie opinioni, che desta soda premura della comune edificaZ ne, la quale E assii pila conosciuia dat Corpo deste medesime Sacre Comgregazioni, che da qualunque persona particolare . Pero sarebbe se, pre desiderabile, che quando esse rigeriano qualche istanZa, Ognum con la dovina umilia promamente si ritirasse dali' insistere di nuovo , r, flettendo , che Dio muove gli animi de' Supremi Giudici a ruettare, enon ammetiere te medesime istanete . La Sacra Congregazione des Riti non avendo voluto , con Amma gravita , e giustitia , conceder I' Ussitio , e la Messa des γον di Gesii si torna di nuovo ad insistere , per intenere la concessione , e con uim

sipta Libro, intitolato, Nova observationes, si crede di vincer si ani mi Diuitigod by Corale

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