Le opere di Galileo Galilei

발행: 1842년

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Si congratula dolia cattolli a conserita at Cavali uri, o Si disiendunolle lodi di tui. - Gli risponde it Marsili con sua det 29 dutio, aulo grasa, inedita, in Palatina.

HO sensito con gusto quanto V. S. Illustrissima mi Scrive nella sua coriosissima lettera, o p0icho io sono a sigran parie net favore Ottenuto da colesto Illustro Reggimen-l O , non manc hero di ricordare e sollecitare it P. Fra Buonaventura Dello studio deli' Astronomia , con sernia speran Zache egit in questo si a per rendersi non men O simile a Το- tonaeo , che si si a reso in geometria emolo di Archimede E se non ha risposio pro tamento at calcolo domandatogli. credo che cio proceda perchsi Voglia, come convione ad unmaeStro , antepor la teorica alia pratica , ciosi intender molio bene l' Alma gesto di Τol meo e te rivoluZioni det Copernico, e pol praticar tal dot trina, ne i quali compuli molli sono pratichissimi, senZa punio intender quello che si saccino: eson sicuro che r istes so Τicone, conforme alle OSServa Zionidet quale son calcolate te lavole BOdollae, non pote a intender niente dei nominati autori, come quello che non Sa-peva n si anco i primi elementi di geometria. Conceda dunque V. S. Illustri SSima per Ora n uno, chesi si occupato piu nella geometria che ne i calcoli, ii valerm Olto in quella e me no in questi ; ma renda certi cotesti Signori e sh stessa, che o'sia con la selicita dei suo in gegno per dar plena sod dissarione net mane ggiar te lavole, opera

assai piu facito che gli studj gili superati dat Padro. Iolor no a render grarie a V. S. Illustrissima dei favore pre- Stato a questo soggetto, e con chiam armelo obbligatissimo,

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la supplico a comandare a me Con assoluta auiori tu , chemi avera Sempro pronii SSimo ad Ogni Suo cunno : u con vero

ali et to gli bacio tu mani , e dat Sigia ire Dio gli prego inieras elicii a.

Coit' occasione ili Ossurii gli uti Telescopio pul Ite di Spugna, vi toruasul nogo io dulla Longitudine, gia molt' anni traitato a quella Corte, o lo richiodo in ultimo di alcune informaZioni fullo correnti dol-l' Oceano, da Valersutio per qu0lla partu dei Dialogo dei Massimi Sistumi che si aggira in torno it lausso e rinusso. - Λ questa rispondeii Buonamici con sua det t.' Felibrato 16::0, autograsa, inedita, in Palatinu.

Dat signor Carlo Bocchineri mi viene significalo, comeda uia amico di V. S. le vieia domandato uno de ' mi ei to- lescopii piis es qui siti, esse nilogii di propria bocca Stato da S. M. Ordinato, che egit gliene sacci a procaccio : e pili sento , che ii det to amico di V. S. ha dato commissione quanoi Medici e Sugni di rice vere o mandargii ii det to teles co-

Pio, con pagarnu a me quel preZZO che ne domandero, non intendendo egii di volerio in alli a maniora. Circa quesio mi Occorro diro a V. S., che mi saucia graria di sare intendero ali' amico suo, come io vera mente non ho mai Vendulo alciano de' mi ei strumenti, no me no intendo di sar cibili presente, iasi per i ' avvenire: Onde glacche egit si si protestato non to volore in altro modo, poti a ricevere a gradola mi a Scusa, se in questo particolare non to Servo; che Sein altra occasione vorra valet si doli' Opera mia, mi triavera prout i a Servii lo. E avvegnaclisi in questa domanda si comprenda it servi i , di S. M. e la graZia, favor mio Supre-

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ino, in questo saro ici prolatissimo ad os 'guiro ii suo con no . come So dirui tamen tu mi fosso comanda io, e porro tigni industria o diligonga di condurre a per se Zione rosa deplandella mano di chi deve rico verta, o son sicuro che non saris insoriore a quello, che de ili at Serenissimo Arciduo a Curiodi s. m. munire ora qua, o sorsu V. S. lo pol et se Veduro s .llo te ita con nato gusto o mora vigila in bellissima scri l iura di V. S. in materia dulla navigaχione; la quat luitura mi ha commosso assat con la rimembranga dei gran nego-Zi O. cho avo vo attaccato costa munire vi ora it Signor Conloorso, che era di dare a S. M. il inio trovato per gradar lalongitudine, punt a massimo e che Solo resta per i ' ultima porsegione deli' arte nautica: involarione cercata in lulli isecoli decorsi, ma non trovata da alchino, ancorch si promessa da molii, tralli dat premi O insigne che vien pro- messo ali' inventore. Io l' ho trovata con inu Zi ammirabili, e gli es alto perchis non son in tot ma delia natura: e ii no-gOZ in era ridolio a Segno, che Veni a dato commissione alSignor Duc a d 'Ossuna in Napoli di sentirini. Ma Occorso, che avanti in mia an data a Napoli, S. E. su richi amato cOs h. Successo pol in Napoli it Signor Cardinale Borgia, in navanti che di costis venisset O nu Ovo lettere si parit S. S. Illustrissima. Di pol ri torno qua ii Signor Conle Orso, e venendo in suo iungo Mons ignor Giuliano Medici, si comin-cio a riti aliarne. S. S. Reverendissima ci stet te poco, Sicchsi in somnia it filo si interruppe dei tutio, nsi io ho pol cur-cato di rattaccario, essendo mi mancato costa It due SOpra-

. iacch si si amo in cose di mare, deve V. S. Sapere, comesono sul linire alciani Dialog hi, ne i quali tratio la costitu

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LETTERE DI GALI LEO

Zione doli' universo, e tra i problemi principali scri vo de liliasso Q res iusso det mare, dando mi a credere d' averne ii Ovata la vera cagione, lontanis Sima da tulle quelle cose, allequali si stato sin qui attribuit O cotale esset to. Io la stimo vera, o late la sit man O iuili quelli con i quali io l' ho conserita. E gi acclisi io non posso an dare altorno, e la copiadulle particolari Os serva ioni conserisce molio alla conserina-Zione di quello che tratio, Voglio pregar V. S. a procurarii' abboccarsi con qualculio, che abbia navigato 3SSai, e chenei navigare si a s lato curioso det sare qualche OSServa Zione duile cose naturali; e in pari icolare desidere rei d'08Seru 3S- si curato delia verita cl' uti ossetio, che molio accomodat 3- mente ris ponderobbo a' mi ei pensieri: e questo si, se si vero che navigando ait' in diu occidentali, quando si si dentro at Tropici, ciosi verso l' equinoZiale, si abbia uia Vento perpetuo da levante che conduca solice mente e sacit mente te naVi;

onde pol per it ri torno si a di inesti ero sar altro Viaggio, eandare con pili lunglier Ea di tempo ricorcando venti di terra, Sicci,si in somma it ri torno si a assai piu dissicile. Senti rei

anco volenti eri quello che accaggia ne i passare lo strettodi uagaglianus circa te correnti, come ancora quello che Si isserui nello stret lo di Gihil terra, pur ne li' ingresso e regresso deli 'Oceano. Nel Faro di Messina te correnti sono diset Ore vel mentissime : senti rei volentieri qualche OSServa-Zione che sosse stata satia Dello struito tra l'Ιsola di Sant Orungo e la cos la d 'Africa opp0sta; o insomnia quanti pluparticolari io potes Si sapere, pili mi Sareb bono grati, perchish' Storie, ciosi te cose sensate, sono i principii sopra i qualisi stabiliscono te scien Ze.L' aver conosci ut O V. S. per in gegno singolare, e moliosequestrato dagi' intendi instilli popolari, mi dὰ ardiro di ri- cercaria di lati curiosita, sperando, che ella si a per sare Ogn opera, accio io consegitisca, ulmeno in parte , it mi οintento. Da questa mi a liberia rili agga in tanto una certa

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ΑΝΝΟ 1629 333

sicureZZa ili potersi prevaler di me con assoluta aut trita :e pero deposte lulte te sorti ili cerimonio, alienissimo dalle Scuole sitoso si che , vegga in quello clio io sussi buuno a serviria, e liberamento mi comandi, mentre io asset tuosa- mente, inSiemst con la sposa e mio si glio, gli bacio te manie gli prego felicitu.

Firenae, 24 Decembre 1629

Neli' augurargit te hilone seste di Natale, gli partecipa d'avere Ormai compila I 'opera dei Dialogo dei Massimi Siste mi, o di essere sui pensiero di iras serirsi a Roma per stam parto.

Augurando a V. E. te buone seste per il presente e per molli anni appresso, vengo con quella reVerenga cheali 'antica se mi a devotissima servi tu si richi ede, a baci artela Veste, come anco ait 'Illustrissima ed Eccellentissima Signora Sua Consorte: e per non lasciar indietro cosa ch' iopossa credere do ver esset te di gusto, te dico, come per laDio graria sto assai bene di sanith, in guis a tale che avendo da due me si in qua ripi es a la penna ho condolio vicino alporto i misti Dialog hi, o distese assai chiara mente quelleos cur illi, che io avea tenuio Sempre quasi che ineSpugnabili. Pochissimo mi res la delle cose attenenti alla dot trina,

e quel poco si di cose gia digeste e di facile spiegatura :mancami la cerimoniale introduZione, e te attacca ture dei principii de' dialogiit con te materie Seguenti, che SOD COSepiu tosto oratorie, O poetiche, che scientisiche; tuttaVia Vor- rei che avesse qualche spirito, e vaghegra. Chie dero ajuto agit amici do vo la mi a musa non aves se genio a ba StanZa. Sto perplesso circa lo stam parti, se si a bene cli' io mi tra- Sseri Sca a suo tempo costa per non gravar altri nulla cor-

si) MSS. Gal. , Par. VI, Τ. 6, in copia: edita dat Venturi, Par. II. p. 112.

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10Zione, o piis mi alluita ii desiderio di rive duro i pndronie gli amici tanto cari prima che perdur la visia, la quale

per l' et a gravo s 'invia verso tu tenebre. Questo si quanto POSSO per ora dire a V. E. , alia quale di nil ovo reverenti'- mente in chinandonii progo dat Signoro Diu il compimeniod 'ogni suo desiderio. A CESARE MARSI Li Λ DoLouxa l)Firenae. 12 Gennato 1630

Percli si credo che ii Padi e Bonaventura avsera sin ora dato saggio delia riuscita che altri si possit pro metiere chesia per sare nulla sua carica, Vengo a pregare V. S. Illustrissima, che si contenti di sarmi gra ia di signis carini sincerumente ii seguilo Sin qui: Si p0robsi vivo an si os , di poterini conservare it credito ne i concesto di V. S. se dic testi altri Serenissimi Signori. Si ancora per poter Scriveruat me desimo Padro con quella liberta, o diro ancora aut Orith, che tengo sopra di esso, e Spronario ad applicarsi a quella Sorta di studi, che pili ven gono costi desiderati. Io l'ho tentato a'gior ni passati nulla risolii Zione di uti problema geometrico difficilissimo, ii quale mi ha mandato mirabit menteri soluto. E bonchsi questa non si a quella parte che Vienc Omia nomento piu ricet casa, lutta via it saper io quanto olla sia piu dissicile che i calculi astronomici, mi ita sperare che in breve tempo si a per ridui si in stat O di non averea donigrar in ripula Zione di colesta calledra, gia tanto illustrata dat Sig. Magino.

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lo sono sui rivedere i in tui Dialog hi dei nusso e ri- nusso, contenenti ancora tutio quello che mi par che si possa dire circa i duo siste mi, e tra breve tempo gli avero in prolatia per dat gli in luco. Ne do conto a V. S. illustrissima, perchsi So cho ha a citore tu cose nite. Mi duo te, ches in necessitato contradit ire at Sig. Cavalier Chialamo mi inquella parte do vo ei consula it Copernico: e tanto pili midis piace, quanto che te consuta Zioni son frivole, o cli 'esso si manifesta non aver tello, non che Studiato O in teso, quel-l 'autore. Faro, neceSSitato, quello che potro con quella sua maggior reputa Zione che Sara possibile, avendolo io per al-lro in grandissima venera Lione. Nel resto vivo pol al solito suo devotissimo Servit Ore,e ambigiosissimo delia sua gra ia e de'Suoi comandi, mentre con Ogni riverente assulto gli bacio te mani e prego da Dio ii colino di soli cilis.

Firenae. 13 Gennato 1630

Gli raccomanda che voglia interpol si prosso it Duca d' Λltemps suoni pote, Onde questi continui Ι'asIitto dolia Villa di Paterno ai Ninci di S. Casciano: e gli ripe te d'avere ormai finito ii Dialogo dei Massimi si stomi. - Λ questa e insieme alla precedente deI 24 Decembre rispondo it Cest con sua det 26, autograsa, inedita, in Pa

latind.

Io scris si pili inest sono a V. E. accio Ella res lasse Servita di racco mandare ait ' Eccellentissimo S. Duca Al-tem PS, Suo ni pote, questi Ninci di S. Casciano, che hanno tenuio e tuitavia tengono la sit tanga delia Villa di Paterno, accio esso Signore net risar nuova sitian Za OrdinasSe chegli erudi di Lione sussero a parte con gli eredi di Matteo

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LETTERE DI GALILE Onet medes imo modo che sono stati sin ora, aftesoch si laparte di I. ione ave va qualcho dubbio clie gli altri sottoniano procurassero di escluderii. Ora questo diibbio che pur nonera senZa sondamento) si stato rimosso, e Si sono ambeduele parti accordate di continuare insterne. Ma nasce di presente ian dubbio comune a questi ed a quelli, e questo siche ancorchsi per replicate lettere ii Sig. Lorongo Brogiotti, agente det Sig. Duca, abbia ultimamento Scritio che la satian Za sara indubitata mente continuata a' me desimi Ninci, en et modo is tesso delia passata; o che nella scri ita Si con- tenga che non si disdicendo sei mesi avanti s' intende purcontinuata, la quat dis detia non si se gutta ed ii sine non siloniano piu che inest tre, tuti avia hanno qualche seniore che ii Sig. Duca possa essere da pili alta mano sollecitato a concederia ad altri: net quai caso desiderano di nuo voti favor di V. E. appresso it Sig. Duca, accio la sitian rasia loro continuata; ed io la supplico a sare in cio quelli ossiri, che ella sarebbe quando la causa MSSe mia propria,che come tale la porgo a V. E. , avendo io con questi Ninci interessi particolari di alutarii in tui te te occasioni, ol treche Sono persone molio da bene e On Orate: e di quanto V. Ε. riti arris, ta supplico dat mene RVViSO.

che Segui SSe cOSth, doVe Verrei in persona per non assalicarat tri Delle correχioni. L' ho voluto replicare a V. E. in caSOche t 'altra mi a non gli QSse perveniata, perchsi SO che ne prendera gusto per i ' asseZione che porta alte cose nite. Λltro per Ora non lio che dii gli, Salvo che con Ogui debita

reverenga l 'inchino, o dat Signore gli prego intera felicita.

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Replicando alla sopi acitata sua det ill l .', si con ratula dullo buo non oti te rico, ut e dot Padro Cavaliori . e uti avulsa la sua Prossima parten Za per noma.

Non pol evo sentir cosa pili di mio gusto. che quello dic id V. S. Illustrissima mi dis conto nulla sua cortes issimal et fora allenente agit studii o progressi det Padi e Fra nona Ventura , e godo in ostremo che te mist predi ioni comin- cino a dar segno di veri diche nella riuscita deli' in gegno mirabile di questo Soggello. D sor a che V. S. mi dispensi dat serviri a pronia mentenet mandario te risposte allo opposigioni det Sig. Cav. Chiaramonii contro alla mobilita delia Terra, perchsi, Olire al-P OSSer cosa 3Ssai iunga, sono sparse in diversi luoghi dei Dialogiii, ii quali se io non rileg gessi tolai monte, non mi S a Proi racca peZZare: e mi trovo occupatissimo ne i rivederii peri' innumerabili post illo che mi convien sarvi mediante la

Gli vo sacendo copiare con inten ione di iras surii mi ulla sine dei preSente mese a Roma, e pubblicai gli, Se potro, Subito. Torno duraque a pregaria che Voglia Scia Sarmi, Comes O che sarebbe quando susse presente a veitur te mi u brighe. Basla che con l 'occasione det rilegger pili voltu e considerar tali opposiχioni, lutta via piu mi calano per te mani, e te Scuo pro nulla concludenti. Io non multero piis mano a racuomandare a V. S. ll-

lustris Sima ii Padi e Malomatico, glucchsi te sue qualita per Sis stessu lo vanno insinuando nulla sua graZia. La supplico bene a surgit mi e racco manda 1ioni, perclisi io non gli Scri vo

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lii 'r non disturbare sun Za necessita i suoi si idj i, i nisi A lui flessa so umilissima rivoren Za, se conserinando*li lamia dux olissima sorvilii, dat Signore Dio gli prugo ii compi monio ut o ni suo desiderio.

lo resto tui mente confuso deli' eccesso di cortesia di V. S. M. I., che non SO da quat capo com inciare per rendorgli tu dubite gragio dei lanii omχi salti per mo, e doli , ardente assotio clio mostra avor verso te cose mist: e Credami cho quo Sta confusion0 mi ha ritu nuto molli gloria idat prender la penna per dar risposta ait ' ultima fuit plena di tanti s0gni di benignita . e sina linunte pur mi conviolari correre ait ' is tessu cortesia cho con lanii obliti hi milega, accio dat modosimi mi assolva appagandosi d uia puro asseti O, 0 d' una larga consessione dei mio debito. Fu qua ii Sig. Esau Dat Borgo, o gia credo che dat modo-simo a vera in teso V. S. come sui due voltu seco a ragiona mento, e come eramo restati in appuli tamento cho esso mi favoris se di venire uia gloria o alla mi a villa. siluala in luogo 'intuente. per di ii poter est drimentar l' occellen a d ui 10- luscopio che ave ' O preparato per S. M. 2 , e anco Vederit modo dui mauuggiario, o insist me anco l 'uso det picco lino assai pili dimici tu a pol orto descrivore con parolo seu Zavodernu in pratica. Ma i tempi sum pro torbidi crudo cho

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