A Collection Of Processes Of Beatification & Canonization, Volume 9

발행: 1906년

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plegato ulculi rimedio, per culinure, mitigurem suo dolori. Iuxta interr 23 Procera. Ol. rv. it in sin resp.: Lu Omenica nove Dicembre, mi disse che ossi iv amolio tu che di consueto. eme vi assui Sul serio che osse per divenire ieco in uel torno tesso Volli uncii apparecchiari a tui disgragi probabile u gli suggeri al- cuni pensi eri di assegna ione ulla volonta ui Dio. Mi disso

egit tesso che non ave va dormit Ia noti precedente. IlSabato eguente uindici kembre mille Ottocent otian- Exista io ....u Rire, Vers iu Sei re ulla Seru, a quanto mi e stato dei io, Otua st divenne istuntuneamente e completumente ieco. Non ne fui informat nulla sera. 1 giorno eguente ne mattino, undata cercari nellu suu cumera per conduri alta Messa; eglis vestiva, in eo grun dissicotta, stendendo te muni a tentoni per cerea rem suo abiti. Quando si tu vestito, gli do- ra st absoluta ha manua se reui meui non ei edesse, eis egli mi risi os oc ocitas, ut holo resor cite cos era. Fui unque obbliguto ui condurl per i brac-cio, cli segnaturgi i grvilini che vove, Scendere, e di gutuario completumente Apri io siesso tu portu della Cappella ioci tene va et bruccio sinistro eu egit con a sua man uiriitu ei cava uti appoggio. Un Fratuli mi die una seclia sulla quale gli fissa ii braccio. I lanci ullo allo ra

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pleta di ambedue gli occhi. Quanto ad uno de duo occhi, '' egi non es presse ulcunia sperana di uarigione quanto

sat una congcs litano ac ian OCChio in is, uti sinistri .

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Iuxta interr ' Procera fol. V. it in in resp.:Ηo dii dire ii ii ignor Dum iuria 'rovo chel 'occhio sies era perduio, d spresse grandi inquietudini per 'altro cchio. Iuxta interr ' Proetas fol. 273 resp. I Signor Du Gouria ave vi preseritio a uigi Boui do di non leggere ne scri vere Bourdon ando ii ange per passur vi qualelie tem p eon es sua famiglia Egli pote uancora di uel tempo servii si de suo altro occhio. Iuxta interr 20 Procras. οι sup eit resp.:gIM. Luigi Bourdon non potenti continuare i suo studi, iά: limando di essere animesso ira oratelli domesti ei della

irmata rimenti lia an provato Cost, u mattino io en trai ella sua camera, ti Ovili che tvsi a V con e mani per cereare te sue alge. Un ultra voltu i eutra nulla sua cameraverso e re ieci de multino. Ouruo mi disse heril Fratello euciniere, erus ivi recato uia istante prima per portar via una lampada che era rimusta acces lino a quel momento, Senga che gli e ne uvvedesse Diverse volte gli stes it braculo inungi, come per hari argit a via, edegi non si ei mava, v verumente agitavo te mi hraecia linungi a suo occhi, senEu edere ulcuti movimento elle sue palpebre.llo ed ut uno dui suo conuultori lario girare parec-chie voltu, in torno v se tesso in ii corridoto, o lusciui lopo undare: uigi Bouruon non apeu pi ove si ii OvvSSE, ne ua qua lui rivolgursi. uesto litui spuriinctii QSιutorinnovat molle volte.

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- 409 l ventis 3 Decembre verso e re it della sera. durant labici eugione uigi Bourdon venne et ruppo, de quale o saceva parte No ave uino una sorte lampadauccesu. Fu questa posta innungi i suo occhi ad una deholo distanga. gli dichiar a 'vellers della presenet di questa lampada ina, non limen i allorquando questa non era piupost a tui in angi ci ait ei mauu di non sapere se si tro-

Iuxta interr 24 Proeess. Ol. 274 ery resp. Luigi Bourdon essendo ieco su condotio alla consulta delicitor Suu vage oculis tu i quule in quo gior no trox avus ad crinebunt i Signor uti vago sum in gli occhidi Bourdon con te uni strumenti, non o quali. Dichia ro Diuii. che occhio destro eru irrevocabit moni uer luto. Ouanto phthalmintra

questi ulcune illo te ei uti uisor itero. O ancora Eliu que sortita si rimedi non sono luti comple lumeni ne ego tui mente impie guti che di uni ventinu di piliole, ne sono tute prese ire o uultro e che de contentito 'una occultu es tuta presu soliunt unu iacchiatat o duo Quest ri medieran per occhi Sinistro.

saris, lumnus in maiori seminari dioecesi Engolis mensis, anno P. 23.

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git. Venire a Kerlois.

tello inserviente ingli vi e rimasto sin alia sua uari-gione.

oeulo sinistro don Sostr V det Occhio Sinistro. Non conosco a natura di

rostea absoluto cae- - .

geva acquii, provo negli Occhiis certo abba rhaglia mento, ri torno a tentoni ella eucina, rego it Fratello cucinieredi faminare ii suo occhio rimast hastantemente uono fino aliora, quindi dichiuro cho non ci edeva tu. Find'allor la cecita semhrava completa Parecchi sperimenti υά, constataron it alto Io tesso ne seci alc uni uel giorno se-

Ophthalmio iudidium Volta egit 'era condoti dat adre Superiore. Questi al. iόάμ' '''im P 'g'' suo ri torno i disse chera Dottore conservava poco iuntog ITI. Speranga per uno degli Occhi e consideravit 'altro come,Antilibrii, j. . 'φ''' Periluto. In conseguelaga gli disse che ci sarcinui rivoltia Dio attosoch gli omini crano inpotenti. in questa prima visita i modico vova ordinuto al-

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Questi lineui consisto, uno in illo te che oveati essere res Ogni torno, in mediatum erit primu dei duo pasti de ineκκod e de ita Scru, cu in ulcune Os iunge Sudoriture per rugione deli quilli uigi Bourdon, si ovo vii porre in leti unora primu dei a Sto. Due o tro illo tu sol tanto lurori prese u quanto mi

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- 442 NUM III. De miraeuli medio, seu de invocatione.

Quomodo novendiales precationes peragerentur.

I ESTIS Rev. P. Petrus Maria Cochet, e Congi'. Iesu et Mariae, Superior novitiorum domi in Dioecesi Venetensi,

Iuxta interr 26 Proeen fol. 99 resp.: Ritornando 'mennehont, alia consulta de Signor Dottore Sau vage, i Marted dici otio Decembre mille otio-cent otiantatre, io ero convinto, secondo te puro te dei Signor Dottore cheauigi Bourdon sarebbe tota linente cieco. Gli proposi, trada sucendo, di stare uni novena a Venerabile ad re uiles Egli ne inanis esto la sua solidis sagione. La sera, alia et tura spirituale dissi alia Comunita . I megχ umani sembrano impotenti, et rivolgerem quindiu Dio, sacendo una novena a nostro onera hi te adreΕudes . . Questa novena consiste vi ne recitare, gni sera in comune, te Litante de Venerabile. Ogni innit in due novi 1 dove vano communicarsi e ορο ire nella giornata dueatti di sacri figio. Sicco me o stat de sanci ullo spirava pieta, questu nove va su accolia con premur ed anche con latus iasino; il malato stesso nutriva una grande fiducia, chelando sem pre umentandos e divenne una specie di certegga. Daeta interr 34 Proeras fol. 403 resp.:SOno io stesso he ho recisa tocia seruia della novena. Luigi Bourdon apprima, alia Comunita op ho detioche arenam una novena a Venerabile ad re udes, come gni sera reciterem in te sue litante con questu in- tengione. Non parta di alcu altro Santo o Servo ditio. II ESΤIS r. Mathurinus Petrus Maria Orinet, servitio subiectus Congr. Iesu et Mariae, annor. 5. Haeta interr 26 Proeras sol si in n. e. . So che su risoluto di sar una nove ira in onore dei Venerabile udre uiles ad esset to di ottenere la guarigione di uigi noui don. Questu su proscriti dat adro Coch et, Superiore delia Casa Consiste vi pol ne dire gni sui nescLitani de Venera hilo nitro uiles.

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- 443 Iorai Ulli della Comunita iace vano questa novena ellu

mia camera. Dies vigesima septima

I giovineti saceva anche gli a novena, ignoro se si tui ei, ne ebbe a prima dea Ma uel che so si et, 'egli nutriva a pii assoluta fiducia cito guari rebi, perta intercessione de Venerabile. I ventisci Decembre, sic ' . . .

. . a. . . . Ialis erat Hauria allo-

. lyla, ripi est io, ne siet veramento sicuro Oh si domani saro uari tu , Non pensavii in uel momento che a Novena ovesse finire uir indomani Rimas tu ito stupii di tanta fiducia. Iuxta interr 34 Process. fol. 18 esse .: Durante a novena non e stato invocat che ii one-

ducendo verun essetio su deciso di sare una noveni di pre eitatio illius iuvi , ita est; hi oro ut Venera hile udro Eudes. Questu OVena iti satin so suu timii, nil ,-

Κerlois ei a Plancout duo ut tu a Comunitu Credo che tu uxis u orto is ossvro inito luotidianamento ulcuno comunionia tuto essetio e sic si recita vano regii iure, non supreidire quali. Plancoet ocila vano e Lilunio et i Suritissima Vergine, uia Diater ei uri Aue parecchio Continuuioni furori Osait con quos tu iniungione dat rugag i. a Novena Omincio a ei luis it diciolio dice inhre ei a laneoot i dici an nove. O sapulo che il agi κο lece a se iusso ricorso ulla intercessione de Venerii hile, o che sucu tu an tu Communione ulmen o noli ulli ino torno ulli novena. λ ii sua , nii ductu uella intercussione o Venera hil ora assoluta, duro Oiimunt ii a lxiiii a- uti tu in pu uultu novo nu in i vigilia uella sol a. egi '' 'μς dico va ut adi congclo ui uini uinci , eri vero domani delia uita uni igioni ulli uita in od ii ad re Pinns, io

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sara loro gran iacere Si a domani. o saro uarito, vo lo ed rete s. Iuxta interr 34 Proeera fol. 40 em resp.:g12. Per ottenere la guarigione di Luigi Bourdon, ahhiamo 2--- ..i '''' '' a Plancoet recitato e Litani della antissima Vergine, i, durante a novena con Pater ed Ave, mi coli in tenetione Ad implorandam di ottenere perci' intercessione de Venerabile Padre Eudes, opem so P. R ' guarigione de malui01 TESTIS Rev. Oin Petrus annetier Vicarius in ei itate vulgo Ianae dioecosis Rhedonensis, annor. 7. Iuxta interr 26 P eras fol. 66 resp.: 14. o aput da lettere, che si cominet i dieiotio Di-

dationes imploratur in

tercessio Vsn. . Eudos novena alia quale no eraVam invitati a prende parte.

8 d. II sanet ullo saeevi anche gli a novena, e verso a fine κά.. . ' ' ' '' ' della medesima almen egi si considerava come sicur diottenere a guarigione. Iuxta interr 34 Proeen fol. 74 resp.: ὶ6. Non mi e stato pariat che de Padreaudes, invitan-kui : - ' domi a prende parte lapprima alia novena, e in seguito a rendiment di gragie. TESTIS Fr. Iulius Chasseria servitio subiectus Congr. Iesu et Mariae, anno 33. It is interr 26 Proetas fol. 8 resp.:gi . I nostro Superiore di Plancoet ei disse cheis erio is

sonstrinois instituis saeo . . una novena erit tenere, ad intercessione de Pad re

d pro sanatione. guarigione Accolsi di uon uore questu propostu. 1 olla serii tessa si coininciaia questa novella Aerlois, tutiori personale della casa vi si associo.

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. . . . - in v. eata est.

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