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Deli animo meno tiguale alia fortuna si seces ta uerame1 te litato suo beatissimo diu non sol non hebbe ne danari me possessioni, ne prati, ne horti, ne casa, in ne ancho uolle che Alessandrogliene donasse mai . o molle uolt letto, che essendo ito uia torno Alessandro per distar.come per marauiglii Diogenes gli dille. Eccomi perso ueni alle tu necessii , poscia chei ucggo dimolle cose bisognos, a quale arditameterispo se Diogene e quald noi due parti pili basogno
irmantello, dola sacca, ne tu olire di sidero pos sedere. O tu i quale non contento de paterno regno i tanti pericoli, os larisci, per pote pluam piamente signo reggiares di manierastae quasi
tutio' mondo par che non possia ali infinita tua
cupidigia fodistare e Certamente chi uolesse isti mar infelice 1 stato di Diogene con simit ragio ne istimarebbe Iddio infelice pol che cosa alcii na per suo bisogno non usi. Hau ea ii ii Cini co filosofio uno schiatio. letto per nonae, Manes: i quale sutato da mal essem pio diratio dat lo dor elle tauerne si fuggi dilui 4 che pensam ono facesct in alias o lition Diogenesi non crediategi che si andassedietro tormentandos, o
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s mandasse i corrieri per firnelo rattenere dacessene querela colli amici Duolgesct fossopra tui ta Atene aneti hauendo chino consertauit seguitario mori randogi per certe spie doue risuggito si susse rispo se troppo brutta cosa farebbe che Manes potesse star seneta me Di non hauesii a nimodi starini seneta tui . a me par ch gli,ella nimo suo cos dicesse sche pens tu maluagissima fortuna 2 chedi segni contro di med pensi tu fio se pote per questa uia far chen 'animo nato quieto&possim ad intranquilliti si riduces tu sei errata. pensando d have per colat meaeto giuridiitionealcuna sopra de capo mi, conciona che Manes non stipulato a me fuggito mas si fatio liberoaneti io mi si liberato dilui non haucia dolopitiui uestire a pascere, Mi sosseri molle sue scioccheare potro puriora molinto tu a uot mente ch io non facetia aguisa di bene scarco pellegri no sali ii monte della uirti :nella qualcosa parmi che Diogene se stello op
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derio de figliuoli Cap. iis E SIDERE REI ueramεaedibu5 cuore che talauno si proponesibauanti a si occhi deli intelleti, dui str in della uita nostri: Muedrebbes, in quantaso
uertino sana nati & in quanta similmente ne Conuenga morire ignudi elatrammo in que sta vita. ignudi conuerracci partiriae saneti piuricchi morremo.Che non nascenam, in non cella una singolariaetata saperdi certo che alnascimento nostro summo poverissimi asscii/rat pol d rauera morire seneta portariae con esseno cosa alcuna i tormentarci inlato perdespcrdi
ta elle riccheaetet chi sumerebbe mal saggiolui che andando da Milano i Roma fune conimandato di non portar seco cosa alcuna da se solo instiori h per lo camino hauessi hi siettol samente ne to cacciasM,ωnondimeno troiiando per la stria delle boteo plene di quelle co se in no sciocchi falsamente dimandiamo b ni sine caricaue per iungeritu stanco si ma, se hauer pii fatica ne portarie piu
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dosia ne lasciaries dei, sacciamo uia pocola ragone de riccho . Helio uero , non dico pa/ragone de vestire de caualcare & delphabitariae superbi palagi, in parto da liuomo illi in cerchianti a dentro in seneta diibbio tr uerem , che illo uero ride pili diluore, man gia con m lior appetito Vorme pili ripos atosonia, che non facit ricco perche gli auten equesto e non per altro . saluo perche gli conui ne correre i Roma, cloe alla mortene troppocarico Ricordisii morte a ricco . Quedrassi
incontanente adirarsi turbarsi. Hir partianaod altro & attendiam i oderienaa pur malicia fami, alii miser no i chescitio uaci suggiriae lamemoria conciona che non solo mentre camim amo, mangianam opertamo, Minitu modici altilichiamo ma ancho mcntre si dorme sen/χ ma sentirio, corresi angi si uola alia morte
I soleta ritorno Ogni attina onde ei si mosse, con a medesima brina . conci medesino essere ne notti xi gloria si cambiano a uicenda, d sena Dreia una essentia rimangono de campa in Hanno in anno si riuestono.Qs adornano de in desimi fori delle medesinae herbe, ionmcdesimi accidenti minoi Sic che samo
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latroppo pili che i uento fugaci cela'andiam itutio corio odi momento in momento citansebiamo in sti che a morte xii tam pituiti ne co sumi Deliberiamo adunque tosto ditioi flessi di pigi iam subito consigito di tutae te Coserti szres in mardiano bene di non pigliario conia genera opin ione clolta creden et de modo consultianc con a natura , per ictae delia quale
Una moderata potieri esse ne deuerebbe in tu godi somma 1ccheIza Uane basiana di non patii granicte di non senti notos fame . di nos opportardannoso freddo, ne nocetiole caldo
te qua cos uolendo, oi seguire non citari maidi necessiti lo star alte porte de tiranni di vi
garii piu potenti di sol car i mari con infinito pe cicolora delle marine onde, dc de rapaci corsali
non sari di necessiti seguita gli essὸrciti, correr come s usa se te poste; rischio dilaccari mille uolte i collo uanit sopra tutae t attre a nita a non far mai fine di uetuagitare essendo iciascuno agetiolissimo fare acquisio di tutio quello che alia natura ne uisi richiest, ueramEte chetuit te fatiche nostre non sono ibis ogno ma superfluiti Hella quale crescEdo tutia uia it cicco desiderio seniprela cheli ritro uiamo nelle in
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desine necessitati auolt , orrei tin poco se per da savi donde nasca che moiano sempre piugio uanici ricchi chesi potieri Credo io ferma/mente che tutio cio altronde non auenga se noche piu seinpre godono de fouerchio . Uorreiparimcte sapere.perche maggio copia de principiche de sudditi si mota di dijpiacere & di manin
conis io per me.quanto pit sottilmentecto mido i Cercare, trouo tutis ci avenire per o troppo desiderio che hanno de superfluo . 'quanto ingantia chiunque istima questi talli uomini esser ricchi percioche se ricchi sussero, non haurebbono tanta sit delle faculti chelanno i lorioggetti , ne cotrasterebbe runo ali altro con tanta rabbia mater essersi dati una uolt in predes desiderii loro sono diuentiti, come uia Mida. comemn nuouo Tantalo , anzi sono
fati simili alli Idropici . hanno i miseri molia acqua in corpo δε purauitauia semotono di s te sicciansi astenere si dropici iungamente dat bere &iccineri lor insem l acqua con a seieci lasciam te cos mortali, caduche, abband niam la robba smin utrassi ii desiderio dipit hauerne , Deli guardisi unloco diligent mente la compagnia delle ricchezet 4 della'
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uerti. per o mezZo loro comprenderemodi che natura senes Volete uot conoscere a c5 ditione d tin'huomo e vardate. Con cui egi se misiarmente conuersi Volete sapere quali sie/no i coinimi di una gentit donia e ponete mente alia compagnia che les appresso vi alle a miche, concle quai si dimestica. Essendo ungiorno andate Liuia Giulia luederun pu blico tuoco riuolsero gli occhi de riguardan ii subito i se sole per la gran dissimiglianeta che
liauea a compagnia loro . Liuia ueniae CCom
pagnata da liuomini graui ac maturi 4 Giuliada gio uani dilicati de iussuriosi guidata apparue Similinente dico uici ecci alchinoui uoi che de sideri intendere qua si uia signore e mirinsi isuo minim ci se maluagi sono ac iungamenteit seruo no egi non puo esse buones conciosiachesi uitio dola uirtu non possino habita in seme . a potierti hi per suo compagni ibripos deli animo. 'humilli la piaceuoleZZa lyca riia 4 a misericordia cla doue la riccherra ne mena con esso erit rauaglia r. a superbia las preetra 'odio dola crudelii . Dicam hora qua lunque si sente i animo poco tranquillo qualcompagnia uoleΓ est piu tosto havere per tran
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quillarsi e Io non dubito punio . hespiacer no i debba molto piu la compagnia che sicco ne
trahe la poscita che quella delia riccheaeta Era mando la adunque notion tanto assan nares c5 uerracci hau er quella bruti squadra che mai, odi rado si scosta dalle riccherae . in direbbomisorse at cunici no te scaccieremo , solo it frut tydelle riccheare oderem, a quali brieuciarente rispondes non poterficio con quella ageti
terga fare che altri si auisaci percioche elle ci stanno sempred attorno alla porta & nostro ma grado ci penetrano in sino alle tu segrete parti deliacas . a nostra cucina apre orci u scio ri nostri solani. ω nostri pensieri otiosi, iani te ri-colgono si ministri e chlaniano δε prima chenoi ce ne aueggiamo, eli animo ce te introdu- cono . Matio ὀ sola questa passione deli 'arricchire.chei affliggi molle attre ue ne sono anch
rx delle quali pariero abluom suo . Eu dimai1 dato una fiat Bione Boristenita chi sitisse a modo meno d'ogni altro quieto 4es io risposse co/lui che desiderali d ess)re fortunato nelle cose, speciat mente bisogia an dogli essὸr non sol torme/tato dat disi,d ha ueri e ma ancho dat timore dino perdet te,poscia chelautite te hauesse sono in
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uero molle te passioni, chesne anno per comu negiudicio perdere a tranquilliti deli animo. per ii che penso io di porgerui liquori non deltuito distitit per sanarie . non intraprendero ii S a cura di tuite fouenendona delia impersettio mi ne miaci a sol andero medicandone alcune
iis delle tu nolose i offerire. ωmaggior perturbatrici tra te quali te ii di siderio de figliuoli. dolcissimo egno della uita nostra . 'quati ne conosco io . che beatissimi si riptiterebbono deii seruente disio della figliolana non gli migilli gessὶ tanto acerbamente in pur, 'egi si consido ita rasse chelauendo ne ci postino riti scire infami, ii, &sceserati. molio in cno si dorrebbono dolia st .se xiliti delle lor donne mirammi forse alcuno
tu i ii nudore silciae che di or ira non elo ire altro che honore.& contenterga dcchi di
ta speraneta guardas Augusto Cesare Imperador de mondo liuomo si prudente4 moderato che relle' imperio con tanta feliciti & tanto scppe.&tanto isse:& non dimen ne scppe, neptioiciario suo sciano, conda sua diligentia,
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Della Tranquillitichel figliuola xl nipote non to riducessero alat dis iacere che beato si sarebbe tenuio se mainon te hauesse conosciuies &iuite te uolte che leudiu ricordare era solito di dir un uerso di Homero,che nella nostra uolga lingua hauea unatat sententia. o Dio uoleslὸ che senet mo te senta figliuoli stato mi fusii δε net testamento
suo ordin3.cheneruna,ne 'altra sussero ne suo sepolcro collocate vi niente se pero maiiiiiii
ro di quelibe prouerbial mente si dice clo chei cialcuno pud alieni que . che ad uno si edeessere uenulo . et hi dubita chelii graue non si ii dolore di perdergli.che di hauersi ei purtamo sicuri di hauergli a perdere in mille modi. siche meritamente di Hortensio mi ara/uisio che sol per desiderio de figliuoli non
si uerminasse di richiedere poco cortesemente Catone, C hora Portia sua figliuola kὰ Bibulo sposata. lora Martia propriamo te per sua donia gli concedens Credo fermamente che se est hauesse hauuto datianti a gli occhi si estre/mi cordogli.che per lor risipetio si sciatono, non farebbeis a scorso in cota appetit, Olme,cheuelagono alle uolte tenapidi carestia che ct con ducono pura duri paui uegyndoli dauanti a
