Della uera tranquillità dell'animo. Opera utilissima, & nuouamente composta dalla illustrissima signora la signora Isabella Sforza.

발행: 1544년

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Deli'animo te coseruates: troueremo d haud spessi uoltepo sto in disgratia delirencipei prosilino nostro contro ordine per della sania cariti Prouiam uia poco re ό quattro gloria a por da noliterina tauola xia colat altri seruigietti ue dremo quanta faticasia1 seruir no stini non che altrui . Siamo adunque tu lenti et corrucciarci.&labbiam,d altri quella pieti qua uox remmo che sussi di no hautit, ne, per isbigotii res seruidori . diam oci mal ad intendere cheliabbino da far egit, perche in uero sempre aranno peggi, in uitianti alle diritae. preste operationi, pei amore,

che christia

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Della Tranquilliti

Come molio pensa si debba.& similinen/te dis regiar a morte cap mi pare ancho suo di proposito ii a per peruenire a desiderio nostro che lamorte con intentis limo pensero pestasi consideri me perima di essa timor alcuno si habbi . Sarebbe ueramente uti opportunissimo rimedio de nostri tratia i xsarebbe utilissima

medicina delle profonde nostre plagites Ricor/d lanci dice a scrittura Sacra Helle cosse ultime, kdeli'ultimo nomo fine. non si peccheri in

eterno Io non ueramente per Che la morterender ne debbad animo si poco tranquillo.essindo,oi tanto certi dilaueri morire, ne solo certi essendo, maloco anchora securi, che diis

mento in momento non ci auenga incertissi

mi sena predet modo conciona che altri di para/lasia altri mota di ferro, infiniti ne riman ghino consumati di suoco mollissimi di peste languiυ cano tanti di fame penti sene ueggano adaicunt esca 'anima per impedimento Tun sol graneliora uua si come ad Anacreonte poeta auenne, Malalcuni per uia minuto pel di capra: molli anchora illustri liuomini di veleno mali

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Deli animo

chino ara quali su Alessandro Annibale Filo pomene Mitridate. Claudi, Terainene,&Socrate che diro dei adre di Cesare Ditiatore fit quale caletandoli una mattina in Pisa, mori subito,seneta potersene mal intende latagione messopra' tutio patini cosa notabile quella chesi narra di uia certo Marco rappresentatore di Comedie, ii quale lauendo con gran placere dilutio liopolo Romano riportat inaraui ioso

honore di una Comedia da tu recitata, Van do cena a suo compagni conda maschera postadauant i se con a quale hau eua recitato, chie

se gli iussὸ dato una uiuanda calda . . mirando con incredibit placer d animo a sua maschera siletio a corona dati fronte segno deli honor ri Cemit , ponendo la con mirabit affetio su la detta maschera sen Zache alcuno se ne auedcsse mor1 colui che gli era ablato, ammoni ualo .chela uiuanda si affreddatis: a gli non ut essen do pitἰ deite segno che in uano era ammonito, Io non so adunque per che tanto ci raminarichiamo della morte conciosa che questa sala leg/ν,5 a conditione sotio a quale nasciam, iquesta caminiam, aneti tornovi nolle senZa

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Della Tranquillitii ci accostiamo, tanto piu solii noLyci pro

mettiamo unga uita . Io non seppi,iamai per molio cercare trouare a Cagione donde nasca, che questa nostra uitaria tanto calamitosa, liena di perturbationi s&sur nitino si uecchio si ri/troua che destiana speranZa molio non desideri. chel uita se si prolunglii . Deli perche tantol'amiamo no ρδε perche tanto emiamo no dimorire animal essendo ragio nevoli. mortali ecerto che ella morte non ui ὀ mat lcuno sepii lene me da paura de morire non losce merebbe punio.ana piu tollo maggiore, pili a cerbo irrenderebbe . O quante cose si intro uano maggiori di nonae, di opinione che d'efietto molle cose didontano ess)ndo ci diedero ii spa/uento, che pol auicinate ci furono materia di is, Dei, perche si sollemente crediamo no i co loro che di cosa partano che ne hanno protiato. ne possono suo che per prouisaperiae reccidor se alciano di questi infamatori della morte chedi ci possi per certo che ii mori si ria cosa Znone si timore sopra ogia altro uano quandol'animo teme a morte essὸndo egi di sua natura immortale is a mi si polrebbe dire ch egi notem per se, a perdo corpo & non , come

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lii i

Deli'animo i animo immortale. quali dico, parerm una stolla, per cosi due trude pieta illiglia si sigra cura dei nemico paZZo e bestici ambae queli 'lamore che si duole che rotia gli sana prigione, sciolae te catene. uasti Dceppi a temer a morte dicertillimo segno di haud riposto a selicita nostra nel corpo dei quale dubbio alchino no ὀ, che tosto tosto nulla non habbia dari maners noliebbero ii tal opinione alcula sau liuomini

ii quali, si come testimoniano pregiat scrIttori,furono si desideros delia morte che, credendoche 'anima fune di natura di suoco I gittaria ope dari solaret nelle bragi ardenti, o dot cissima cosa reputarono 1 finis suo gloria in tal manter, et tanto piu asscituosamcnte icto si moueuano, uingendo per tabula abbarsi licii sanitiverna , ne si miserabit mente ammai Ursici corpi , Certo che, se a morte ci da spatiento,no ὀ, come dice Santo Ambmogio ne libro inti tolato De bono mortis, per suo darietto,ni scri insermiti nostra ch. ogni Osa milura conicorporali diletti, Mi sciato pur duramente con sondere, quando ueggo molle perlone meno dime perimentate, have minor paura dei morire, ωspesta auentesche molli roχ214 idioti non la

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Della Tranquillitatemano . Londe si scientiati sol dail udida,

mina tremano come frondi dat uento mosse Milouuiene dilauer letto che agio nando unmarinato da Lipari convin gelii liuomo Romano h era tenui via arcadi scientia gli accon loco me laues o suo illis auolo.&il adre 'era/no in mare affogati ci cui it gentil liuonam molto marauigilandosi .disse. come o si tu mai di en/tra in mare e spo se ii marinato sorridendo manon rilpo se ii marineres camente ditem ui prego, come si mori uostro adre: no mori est, elletto D conclaues . Di bis auolo Z puruoi non temete di latrami troppo piu spes .cheio non entro ne mare e pote ualo pia honestimente riprendere delia sua di sutile temEri Hor quantulaque tre bet modi habbiamo nella morse te da consolarci, se la ineuitabit necessita &per 'amor della uita eterna Danchora per che si fuggano colitio meaeto te miserie humanes parmi pero olire aiio .segno d una simoderata su perbia i riflutare 'imperio di questa uniuersat leg/ge non 'hauendo istutata iesi avitor della uita, Hella morte. ueggendo uisi sottopostitanti scientiati xillustri liuomini mouerena mole certo uergognarci, di da purin mini

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Deli'animo. Imo segni chestram dono a cuno partici lare . per rifiutare a comune iniuersat condi/tione se scrino ὀ elle id sante lettere che Id-dio non perdono a suo propio figli uolo comenon ci sermiamo no neli animo nostro trice uere a morte come uia dono singolare sporto cidalia mano det Signore Credatero ii gli Egittii esse di molia foreta a memoria della morte percio ne conuit de ricchi liuomini andaua

uno attoria letata ole Conin legia ingegnosa mente formato in senibianza di corpo moriou

dicetia queste parole ὀ uoi che tam saporitamete manucate specchiateui in questa imagine, perche tali anchor uoi di uerrete in os falli ricordeuoli delia lor morta conditione. Odellanopi temperatamente de modani placeri. O qua

to parmi stolia cosa it temere cies che per ni una arte 4ngegno schisares uote . Tulle te uol teche uia nostro parent .amico Ἀ figliuolo cimitore, ille nolle ne dogliam . cio accia ino ὀ per amor suo. per nostro risipetio . 1 do/lersi perlui e una schieli pazzia, po iche esto non se ne duole. per no simit mente Acosa troppo lana conuenendoci ad gni modo morire, si come a colui ii conuenne majorche pia

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Della Tranquilliti

giam per altri perche non si plange anchora per not stesilauendo come ho detio per Ogni modo morire, inpossibi cssendo che chitin

que nasce non mota questo mondo non esia altro , che uia albergo da no deueesic uiato per alloggiamcnto, non per continoua ha bit mones Veramente che tutia a tuta nostra altro non do urebbe Here che una non ina tra lasciata cruente memoria della morte 'aquale a tutio suo potere ci riti alicue da placeri carnali me do uerem mai far altro che richia mar 'animo i contemplare se medesimo ad es fer seco stcsib. i pensa di se . il che non e pero altro cheon apprendere mori re aueZZianciadunque uiuendo in terra ad una uita uita cele

ste, per uolarpo piu speditamente elle bra

clade padre eterno . O felice.& desderato glorno, iaci qua morendo andremo citro uare labrigata delle anime beate icdromo it rcdciatore

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Deli'animo pol che morendo no si ascian, beni ni sol si fuggono i mali. ponsi termine alle calamitan ostre. Fuita dimandato Agesilai per qua uial liuomo si potest far glorioso ne cos cito delmondo δε esse dicte.che i gloria grande peruer rebbesi spreaetando a vita. non emendo maila morte . O quanti honorati fati sudirebbono hcco mare nigni lato se questo uil timore della morte si fieramente si animi noli occupasse,

ingombrati tenesse , odiamo pur telamente, mentre timiam , di quei,chela diuina boni liberal mente nc concede firma credenet ha/uendo chein torno oderemo alienoquelle infinite Mimmarcescibili riccheaze.che Giesi Christo colscio pretioso sangue ne

to Sa

lodato

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Della Tranquilliti Come doma si debba ta golavida uta

ria, perchecla tranquillita non s 1mpedisca cap vi. ARMI sin hora d'hauere assai conse modamente mostrato ii modo di far lanimo quieto se pur auenisse ch eo sussedalle sopradette . passioni conturbat, restam hora di prouedere che alcuni altri maligni assetti non gli diano traiiagii, et perchede corti de grai Prencipi palamna sopra i attre plene dili uomini troppo curiosi ne seruio della oles: ho pensato d rimediam a mesio in io possa, perche non rimangliino di peruenire alia desi derata pace, Donaci uera mente la ola grande impedimento Iohonnesio conosci ut alcunt,

che ad altro torno de notae non pensavano.Chedi lare manicaretii imaginarsi uiuande saporite, de deli addormentato gusto eccitatrici, comporuari sapori forma gratiosi intingoli imaginarnuoue salse disceglier con diligentia' uoua assermando esse te iungite di pii grato sapore in segneremo adunque i questi tali forma, de mo/do di mitiga questo afleti, dat quale ne surse ro ii tanti guai , O felice te adre Adamo, δέ

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