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xia da per se stessi. Si deve dunque riconoscere ilpostivo per emr concordi iret definire un' azione,perchh il seni comune ι G il buori sensi che dico-no non vi h nella moltiplicita , o contrarieta delle opinioni umane; e per sapere quale si a questo positivo si deve ricorrere at precetti deli' arti ι e aicanoni stabiliti in elascheduna scienZa ι o professione, e quella imparare me elementi . In oggi questi belli spiriti hanno rovinato tulte te scienae , Otulte te atti; tra te quali h l' Architettura , c me si vede in tutio cio che alia glomata si vasacendo mentre abban nate te teoriche per la pia
insegna menti deli' arte . Laonde seneta Ia se ten=a positiva h un vano pretesto , ed ε una vana lusnga ilexedere che col senso comune si possi bene, e ret-
N - wNo te riecherete . non h la PotenZa, Πεla nascinanh la gloria di sevrassare agit altri che assicurano la tranquillita delia semiglia. Chipossiede tutio questo , e vive tra i domestici Lari in is compiglio , e in discordia . sempre un insetisce, e quella famiglia non ha mai bene . Tullo htollerabile laor che la nimisi. eon i suoi ; comeratio si mo sos,ire . suori che l' inquietudine ii terna , Ia dispersione delle famiglie , e la rovina
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I43 coNsIDER AZIONIdelle case nasce da questa gaerra intestina, e civ le. Si ve dono tanti in balla sortuna vivere nellos ento , e nella miseria, e non Ostante rit irarsi. Ontenti tra loro , e ridersi della sorte, non per altro
se non perchd godono la pace domestica . Ali' i contro quante famiglie vi sono alle quali nulla manca dei beni di sortuna , che menano i giorni infelici, e sim pre sono in tra vagito, non per altro se son perchh la moglie h in discordia col marito,il figlio eoi padre, it fratello con ι' altro fratello E perclid non giova oil ervare it male, se non ii pensa at ri medio , dico che altra strada non vi e , se non che quella di comportarsi a vicenda , ndtulto pretendere , nd tutio donare , conat illare isti
altrui disetti con i nostri , e con un filo vivi tibile condurre senaa impero , e seno Orgoglio, ma PermeχχO di uia amiche vole complacen Za , e cordiale amici etia tui te te linee at suo centro, che d ii bene Comune ; considerando che tutia la famiglia δnella medes ma nave, e che se questa si 1 druce, O fifrange tuiti sorga δ che anneghino , sia questo per colpa deli' uno , o deli' altro , it naufragio δsicuro per tuiti.
. Che la sua retione non deve dis tutia
ad Du tratio, ma a poco per volta
υ-o che dice la sua ragione tu ita ad un tratio, trovando resisteneta E fallito , perchhnon gli resta altra ragione da spendere a suo pro. Nel modo che quello che proscinde tutio ii suo pe- Oculi
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MORALI EcoN MiCHE dcc. I qu. iis . in uia momento cade nella decoZione, non gli restando altro presulto a cui ricorrere . ilis Ognad uiriliae incomtiaci re a dire la s ua ragione conmoderaZione, e con sobriet, , , pol progredire Pisto tre icuoprendo via' altra lontananeta; e sinat mente
condurit at sine delia di se con quei colpi di ridserva che si sono sin da principio preparati perta battaglia campale . . In questa guisa a pDeo apoco spargendo it suo te ro se ne ricava molia maggiore utilita, che a proλnderio tutio ad untratio . Olt redictili viciae ad est .r meglio as ,γ- Tata , e gus lata la ragione da chi l' a scolla, eil .melodo della dises a viene a conservarsi pili lucido , e chiaria. E ali' Occorrelara , siccomo non si prevedono mai tuite te λrze della resistenEa, scha in buono da potor ricorrere ad uia nuOvo ri
si Deve perb avver- dat pili sorte, e serbarsi iitri si, che com inciando dalle resto per uri refugio, chexagioni pili dobon . si cόrre puδ g divare nulla mento it pericolo della cocitratia di uno, the non pensando preventione di chi ci ascol- eome noi, puti ereder piata , capace pol di non va- grande eio che . pili pic-lutare te piu sorti , e pero colo . Par necessario eominciare
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Nobilia, impegnandosi Irs esere itare te belle arti,
O te scienis ; ma siccome la cattiva educarione, ola mala inclinatione non permetis a costoro diconisu ire per meetro di onesta occupaetione at cunlucro si troatano in consegueneta in stato G miseria. e involti neli' orio . Di qui h, che riguardano fialtri tuiti con occhio invidiossi . e maligno , E --dendogli stae me io di loro f. ne amigmno, e si
mdono internfimente, conoscendo che la lor Nobilia Oziosa, e ignorante non gli arreca alcun stulto. SBIano potanto it loro livore con stequenti mal dieenze , con aperte, e bugiarde calunnie, e plenidi veleno odiando miti i suoi conei tradini sanno almeno con la lingua quel male che possimo. ruttidi spreriando , e a mire te cose contradicendo , en Sole scuorie glammai per loro uti di sereno. nhuna giornata tranquilla . Si oppongono at principidi qualunque studio , e di qualiinque persona c tenti con indefessa fatica di progredire in qualchescien , o arte ἔ contrastano ii premio det merito. annaequan* l' altrui fama, e in Emma cagionano molio mala nella fiscieta, speciat mente contro quelliche seno deli' ordine di meetro dei Cittadini, i qualivorrebbero ad Ogni costo viaer poveri , e indebis rati eome loro . Perdonando piu fheilmente che lasortuna accordi i comodi delia vita agit altri Ν
bili semiti di riccherae , perch. gli Pare che iseli Nobili debbano star bene.
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E' VANO si exedere alle medicine per ricuperaria gi, perdura salute . La vera medicina consiste net conservare la sanitὲ prima di perderia. Α questo essetis non vi h mistox rimedio che l'osservare un onesta sobriet, , e una giusta tem ranaa . Tullo quello che foreta la macchina . som-mamente dannosio alla salute ; it cibo, e la bevanda , ii moto, e la quiete, it solano, e la salicatemm ratamente adoperandos rendono l' uomo in uno stato di persetis salute, ma usate mite queste
cose con intemperanza, ct conducono alla maladitia. e al guassamento dei solidi, o sia dent organi dei corpo , net quali propria mente si forma la sededi tuiti i mali. L' equilibrio desi umori non fodiga n. altera i solidi, ma lo sbilancio di una mag-giore , o minor copia di essi liquidi, porta l' alteragione dei solidi. Tullo it punio sis neli' osthoarione di se stessi, e delia propria macchina, nella quale ogni uno Pro correggeres e moderare i di- sordini, subito che gli sente insergere ; che se tra-scura di ricorrere ai correttivi delia dicta , delia temperanaa, delia mutaesone doli' aria , dei moto. D della quiete a tempo, aliora, come it male a satio h inutile ricorrere alia medicina. Gran cosa, che per i nostri capricci . e per non aver risscssi ne, Per PDco tempo, ci Obbiamo tirare addosis mali che ci accompagnano per tutio it corse delia
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vita, oppure clie bcne spe l' abbreviano, e latron ano Violentemente. Se la complestione ἡ λωle si ricerca maggior diligenaa ; se ella h forte sirichiede una diligeneta minore. Ma sempre se Suopo esser cauti, e Mardinsit, e vegliare sopranoi stessi, ed eitcr temperanti . Un altra cosa hiaece:liria petr conservare la sanita . ed h questa latranquill illi deli' animo ; perchh la perturbaetionec vi luce alia perdita uella salute , e Hlella, vita , c me la iunga esperienga mi ha idtinostrato . Imperci clia i travagii deli' animo turbano la circola-vione , diripedis cono la digestione, tolgono i placidi
che impedis de ii dolce nutrimento alla Planta, ela su lentamen e succare, e morire.. Pero si devei rep. 1rars in modo che s post. la tranquilliti deli 'animo conservare, i 1 quale dipendendo dati' equilibrio delle sinante, e da quello delle passioni, sidce sare in modo, che te prime non ci mrachino, c te seconde non ci opprimano e ci sotaghino. GV vat piis ii Povero sagace , e accorto, che iI Rieeo accidisse, e idiota
SARE E uia offendere la Prox viden7a Divina accedere che ii godere sa dato solamente atricchi. Oragio dice :Nam neque divitibus continguiu gaudia filis: angi si vede in pratica che uia povero uomo che sia sagace, e provido e molio pia contento di un ric-
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ce accidioso , e incauto . e conduce i suoi giornias lai pia felici . Riesci rh a quel che ha pocliis, me saccilla di stat pia sano di uia ricco che abbia maggiori agi, e cautele di salute ; di aver pia quiete d' animo, e pia in equilibrio te finanis di quello che non sa donde gli velaga l' oro, eche ha l' abbondanza d ' ogni cosa seneta durar f tica . Questo nasce perchd ii ricco crede di nondover Pensare a nulla , e di poter vere in unorio torpido , e inerte, e ii Povero pense tutioil giorno a riparare at hi gni delia vita, a industriarsi perelid non gli manchi cio che h necessa rio, e a prOvvederisi come se la formica . II primo si v uol cavar tulte te voglie, e tuiti l capricci; it secondo te deprime, e non pensa di sodisfare al-tre vOglie se non che quelle che risi rette dentrole proprie sorZe son neces, rie, o utili, e insemeoneste. Cost facendo l' uomo d' onore non ha invidia alia sorte dei ricchi , e sta senipre molis meglio di loro e di Glute, e di reputagione , o di quiete d' animo, e di horis.
me velia nostra Agricoltura vi sono molli erroris ra ρ quali covvleve avvenire per corrergersi ,
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se, e dei se plante possano attrarre queli'umilo che'. necess irio Iur il loro nutrimento; O sia percliae tanto te messi , quanto te piante abbiano di bi-1bgno di ailorbire dei sali, e delle parti volatili
Per augumentare la loro circolazione ; la verita hquesta, che te Parti dei conci , o governi est endo in krt ntatione con te parti delia derra velagono a Midi ria sciolia, e lontana dat contatio, e in lire
et ibi do i conci pleni di sali υiene ad attraesi dat lepiante per mereto delle boccucce delle loro radici quel liquore altivo che te me sime desiderano
per la loro vegetagione . Posto adunque che i ginverni fiano P unico mezm per re et fruttifera laterra, lla quale non E altro che una striigua , checontione la pi uita , e te somministra it liquido nutritivo ne deriva per neceii. ria cons guen .ahe nulle nost re campagne d necess)rio tenere molli
hestiami nolle italle . dat quali si possisno ricavare questi taghi . e questi conci tanto imi ortanti periantunento uni, aersale di tuiti . N. si creda che ilComprargii , e condurgii di Firenge sta uti belpenitero , wrchd la spesa E molto grave, e collano astixi per la perdita , e scapito delle bestie . per it danaro che si mette fuOri, e per la perdita dei tempo che si consuma ; olire lichh i sughiraccolli per te si rade . o per te usile dei magnai , osti , o vetturali sono sempre pleni di se nidi gram igna , e attre erbe nocive , che imi es fano it terreno . E ancora in questo tuiti conUengonocho sta es diente , e utile di fare i conci nello
proprie stalle perchε ii podere abondi di questimverni . Tutia la difficiat. h questa , che i sat-
tori , e i contadini diconci di non aver modo dimantenere it hestia me nulle stalle per la mancanaadei palcoli sufficienti ; e che o bis ita vetar in rire
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mi , e spender tanto denaro che est Orbisca it vis lore det bestiame non che il guadagno che se na urebbe ritrarre . Se questo h it nodo delia diffi- colt, che produce la scarie2Ea delle race ite , e lasterilita dei terrent , ii xi medio . facilissimo a chiavest. tanto giudiato da meiterio in pratica ,.ma siccome l' agricoltura h in mano di peritae ignorantissime. e di villani , ehe non sanno niente, enon si velle piu l aratro con la laurea dinatoria , che h la cagione per cui Columella crede che leeose uella campagna vadano in maiora ; percio non
vi h chi vi pensi, e se ne persuada . Il rimedio hdi sare che un tergo dei podero sia destinato peril paseolo det bestianae , e due tereti sano tenuia per Ia sementa dei grano e biade. Se un tergo delpoclere s' implegasse in seminar tritogli , loto digermania, lupinelli, e simili erbe, e in questo te εο si seminaste, e nutriti. I' erba medica o media, si polrebbero tener nulle stalle quanti bestiami si volas . Poich. nei mesi d' aprile , e rudi maggio quando i hcstiami muolono di fame, e non vi sono piis strami, n. ancor P erbe sono sufficienti a nutrirgli , in vece sti mandargii fucri per i schii a pascer la terra , e non l' erba, talchd si riduconosciteletri, si tenes.ro nelle stalle , e si alimentass)ro
ii queste erbe a tempo per loro preparate , si con segesi irebbero due cose importantis sinae La prima,che i governi crescerebhero nelle stalle. e non si
disperderebbero suori di casa perchδ questo h illem po di fare in gran copia i stighi : La seconda,
che non si scapi terebbe tanto net bestiame , che diquet tempo si melle sulle cigne , e se ne is tanto scapito, che non basia a riparcario tutia l' eslate .
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is 6 CONSIDERAE IONIIe piante , clie te besti e seliga alc una loro titilles, e con grata clanno dei Padroni man mettono, perest.r aliora appulito affamate . Di pia con questo melodo ristringendo l' impresa della lementa se necaverebbe maggior frutio . Perche non h vero cliequello che fa maggior sementa abbia maggior rac-COlta , mentre se trenta stata di grano tendendo ilire per stato mi danno novanta stata alia raccolla ;se io ne semino quindici , e ne cavo dieci per statone avero cent inquanta stata ; e cosi per tal guisa si renderet, ro governati al doppio i terreni, eptu speilb vangati, e te piante piu nutrite , e Pia belle. Questo h l' articolo at quale si doυrebbe av-
vertire con fare questi prati artificiali, e con serue ancora dei naturali , che in molli luoghi renderebbexo pid che a seiuina rvi: grano . Ma Oςgi-giorno quel conta dino che semina orgi, DrZuole, ceci, lenti, migii , vecce , e in somnia imbara ZZatuito ii podere di mille semente , delle quali nons raccogite ii seme, si erede d' ess ere it pili grand'
uomo det mi ondo , e i satiori , che son tuiti conta-dini , accordano di tormentare la terra, e Sisaltaria inutilmente per questo verso, e mi dicono che nons Puo governare , e che i governi non si potano far nelle proprie stalle. perch. non vi si pud ma tenere it bestiame che abbi gna per fargit.
