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cio per essere riseeitati λ necessario risset-tare gli auri.
Ab alio expectes. alteri quod feceris Sε BENE si rissette, il dispreego che' abbiamo pergli altri δ la cagione dei dii preZZo che gliaitri hanno Iκr noi Se vera mente ii nostro cuo refoss. in quella quiete d' indifferenga filosofica chedourehbe es re , noi averemino rispetto , e v neragione pcr tuiti quelli che is meritano, e ungenerale compatimento deli' infelice condietioneumana rispello a quelli che O per ignoranZa, o Per maliZia conducono male la vita lcro. si di-POrtand i seneta la minima ossese verso degli altri, e o professisndo o dissimulando rispulto per tuiti, ancora noi saremmo rispellati . Ma si vuOle estor maledici, altri lo saranno di noi ; se si vuole estur inconvenienti, e incivili, altri Branno I' istelso con not. In mma a fare ii calcolo in capo ain anno te partite laer dare , e Per avere Verran no a bilanciare. si Un uomo, ii quale non si
Esset dee I' Uum da heri, cha a fama agogna. in pregio non si vien per torti modi : Non ei da vero onor I' altrui vergogna. La virili nostra con piis nidi chiodi Cho eoi mal det viein fermae bisogna. E pia sompre che altrui nuoce a so stem, Quei elie bia sima sem pre a torto, e siciso. Luly Atam ui riportat di dat.Uolpi nella Preianione, o Vita det medelimo.
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avangi nolle sue parole a intaccare alcuno, e net suoi alti non dimostri se non che riveronra Pertuiti, o cite viva cauto, o guardingo in questat arte osservando uia modesto silenZio in tutioquello che puo est ex di os ela agit altri, trovectuna irguat ri compensia da tuiti ; Vi h ancora una causa di romycr la pace con gli uomini, senZa Ομsendere it loro orc re, o pregi inlicarii nelle se sanete , che d quella che proviene dat contrastare Iealtrui opinioni , contradicendo a quello che cisi Credon , e Vanno opinando ; la quat cosa gli OD sende net pia vivo desi' animo, cich neli' amordi se 1lesii. Che pero la vera manicra di non cu-sgustare gli altri, si h quella di lasciarii credcrequelle castrCnerio che voglic no, e guardare ii silen Zio con rill ringer si nelle s palle, u dissimulare diconoscere Piu di loro , Che qnelii a quali si trovano a sar bene , devano trochare di manteuersi in quel bene, se za cercare it m glio.
u L M GLio h distruttivo dei bene ; sicctili pera passare a uno stato mi gliore ε necessario at li-ro lo stato dei bene. Questo b un pasto da pensare Perclid la perdita dei bene che si postede d certa , e l' acquisio det meglio . semi re incerto, sin
tanto che non si viene a possiedc re Paciscamenteit meglio, cQme per lo avanti tranquillamente si possedeva it bene . si pero si vente e acca luto ,ed accade, che gli uomini clie stanno bcne, e
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vogitono star meglio eadono in una condiZione peggiore delia prima, e si pentor' inutii mente diaver voluto cambiare it primo stato. Il riscontrodi questa massima si trova tanto nelle cose fische. quanto nelle morali. Aleunt che sta vano bene di salute si sono medicati per star m lio, e hannop duta quella salute che avevano ; altri col mura re per migii orare la casa 1' hanno levata dat suo sisto, e col sacrifiEio di non poco danarci l' hannopeggiorata . Vi sono non pochi che avendo credito in una professione, l' hanno mutata in un altra, esi in rovinati ; cosi i mercanti, o gli araefici, equelli che domandano te cariche per levarsi davna professione in cui stanno bene, at quali tuitiavviene che per voler star meglio si trovano diaver deteriorato di condigione . . Cis it FHos o vem s' innamora.
Ι' amore. La ragione d questa, perclid siccomequesta passione, che E lo se agito dei Giovani, na-' sce da una fantasia, e da una immaginaZione riscal- data ; cosi ii Tlososo che riguarda sem pre te cos enella sua vera vecluta, e a mente serena, e non damai neli' entusiasmo, non d possibile che s' innamori . Nella passione si onusta il lume di ragione, che se questo stesid vivo non vi sarebbe passione :
e veneris frudita caret is qui vitat amorem;
Sed 'potius quae Iunt Ana pana conmoda jumit ;
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dice Lucrario. In Atti questo precetis di non accenderii di amore δ degli Epicurei per non rurbare la tran quillith deli' animo in cu. pongono ii vero bene..ia con guenis di tanti mali non son mai propo gionate a uia placere che . cost comune a tuiti gliani mali , Perdita di sos tanga, perdita di decoro, perdita di fallite, perdita di tranquillit. d' animo, kn tali di uvantaggi, che bit gna ener peggio dui
bruti a non ravvederit . e sollevarii dat tango, edalia miseria in eui conduce una si folle Paulone. Tulle te cose, che scin dentro di noi , in nostre. dice Epitreto dunque la temperaneta, e la virili deli' animo sono cole nostre, che non si perdotiose non per volont, nostra cha te alieniamo da tioispontaneamente per dappocaggine . Miamo sermineI posteisi, delle virta deli' an inis, e vedremo chequeste scioccherae possibilo lusingarci, ma non deprimerci .
da uia intelleim Oscuro, e incolio , e percio sog-getto ali' inganno, e ait' errore . Senda la cogni-χione dei vero tulte te nostre operaetioni conviene che sieno infelici, e clie ei arrechino in con guenaa gravi Perturbationi , ed incomodi . Qui udi Eche
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che in eoloro nei quali h pisi scaris,e pid netrie ta la natural sapieno , e lo studio di coitiva re Iamente , pisi frequenti s' incontrano gli esempi disventurate, e vergognose illusioni, che produx s gliono non solo nello stolido volgo , ma tra te persone ancora civili, e nobili mille vanitia, impegni . e passioni che gli mutnano per tutio it tempo dellator vita. Di qui nasce, che la ricchezza in breve tempo sparisce , e quando la Conservino, conducono una vita mel china ; M sanno tra la prodigalita, ei' avarigia stegliere lo stato di meetao . Naice daquesto P ineretia, e ii non sapere come uccidere leore dei gi Orno , perchὸ non sanno ritrovare ii v eo sistema delle loro operaZioni . Non conoscendole verit, morali cadono in molli sbagli , che glicostringono a trovarii involti in gravi imbararat. E final mente, come dice Sallustio, vitam transieuae veluti pecora, qua natura prona, ct ventri obedientia. Onde in tal guisa operando sen privi d' ognisincero godimento, Perclia una talia illusione non puo chire se uia apparente Piacere che tosto si eam bia in uir pentimento. Ali' incontro una vinxit, stabilita per massi.na dais sempxe ait' animo una pace, e una tranquillita cost uate. Questo sen- timento pero non E applicabile a tuiti gli stati delle versone , essendovene talune, alle quali l 'ignoranZa ,.
Q la stupidita . un gran dono di Giove.
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Traduzione di oletini passi deII' Enchiridion
GLi uo,si Ni non si disturbano per te cose, insper P opinione delle cose . Per esempio : Iamorte non ε un male , come fa it sentimento di Socrate; ma I' opinione della morte δ quella chela rende uir urale. Allorchh dunque si amo impediti , o distratii , non accusiamo gli altri , ma nc istessi, ci h le nostre opinioni. L' accusare gli altrinella sua calamita h da uomo ignoranae ; l' accusarse stes h da uomo che comiareia a erudirii ; Πnon accusar mi iὰ se , n) gli altri . da uomo sa-Piente . Cap. X. Se ta vuoi profittar qualche cosa nelle cogni-Σioni det vero, alloniana da te quelli pensieri. Seio non attendero sem pre ai miei interesti non miresterὰ da vivere . Se io non gastighcro ii mio si-gliolo sar, caltivo . Imperocchd quanto at primo h meglio che muoia di fame un uomo libero dat timori , e dalle molestie , che un uomo Ovizioso d' ogni bene viva con l' animo perturbato. Equanto at secondo h meglio che it tuo figlio sibi cattivo , che l' animo tuo si a sempre perturbato,anlitto, e infelice . Cape Xyd. Adunque dat poco tira la con guen Za delmolio . Si versa in terra l' olio ; k rubato it vino ; aliora dira i a te me lesimo. Tanto deve costare la tranquillita , tanto la costanga ; niuna cos hs acquista per nulla. Se talora chlami il ragaz
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1 ensa ptima che egli non sera pronio at tuoi cerni ; e se Io saxa pensa che non far. i quel che tu
gli comandi . Ma non permetiere a lui che cost 1 elicemente gli riesta di aver in mano Ia tua Perturbaetione. Cap. XVII.
Ricordati di condurre la tua vita come se ta fossi in un convito . Se ii sera portata in gixo a presentar qualche eoia , stela la mano prendi diquella modestamente . Passa oltro l' apportatore Θ nonio chlamare addietro . Non E giunto a te 3 non estendere it tuo appetito , ma a spetia sin che ti, Porti . Cosi ii devi di portare verso i figli , cosi Verso la moglie, cosi verso i magistrati , e te soth- me potesta , cosi verso te riccheZete quando tu ledesideri. In tal guis a sarai degno dei convito deglimi. Ma se te cose che ti saranno offerte ancora non riceverat, ma te riguarderat con dispregro ; in tal caso non solamente tu Grai corrivale degli Dei, ma sarai consorte , e partecipe dei loro iniperio. p. XXL.
Ta Erat sempre invitis , se intrUrendi soloquel combattimento nel quale E in tuo arbitrio il
Prestrivi a te stesib la norma dei vivere chevorrai custodire, e ost)rvare , e teco stesib, e cougii altri, Cap. XL. Per la maggior parte osserva il silenato , e Paria pura mente delle cose necessarie in poco . Ecadendo it discorso sopra gli altri uomini non I dare, nE sar paragoni, Cap. XLI.
B riso non sta molto , n spes , nh dissoluto. p. X LVI. Scanis it giuramento , e i conviti pubblici,
e popolari . Cap. XLIV. e XLV. melle cose che servono at corpo tu te proVπω. derat
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'derat fino a quel segno che h necetario per latranquillita deli' animo, Come ii cibo, Ia bevanda,il vetato, la cata, la servitu . Rigetta poscia, edescludi tutis quello che appartiene alle delietie , ealia pompa. Cap. XLVLDalle cose veneree tu ti asterrai qnanto si puo;
particolarmente avanti te noetete. Se te ne devi servire lo serat legittimamente . in non per questori prenderat quelli che to fanno , M dirat vanian doti di non esser come gli altri. Cap. XLVII. Non h necetiario l' andare at reatri ; ma se alle veste ii tempo , e la stagione to porta, saraivedere , che non hai impegno di partito se non Per te stes ; cloe che tu desideri che vinca chivince , e che sia farto quel che si veta satis a Astenendoti dat clamore, tali' irrisone, e da una pili iunga comminione. Quando tu parti non disputare deli' accadum , se non vi mile qualche cosa che servisse per corretione di te stesib. Cap. XLIX.
Ii vero carattere di un animo abietis .fi hquello, dLmai aspetrare o danno, o vantaggio al-euno da se stes , ma bensi dat te cose esterne. Ilcarattere dei Filosofo h quello di aqvitare da sesteta, e dalle sue operaetioni Ogni utile, e renidanno : Cap. LXXL, I segni di uno che ha fatio profitto nella Salieneta sono , nestin blasmare, netlun Iodare, nese .no incolpare, nessisno accusare ; nulla di se m desimo predicare con vantamento . E final mente vivere in guardia di noi medesimi. come si vive uti col nemico, e con l' insidiatore Cap. LXXV. Molle attre Sentenae vi sono che qui per brevit, si trala sciano . ess)ndo facile ad ogniuno loseorrere queli' aureo libretto . di cui secero tanto
conto i Romani, della stoica filolita squaci.
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CM Io spirita di contrariet ne ei rende odis agit auri.
meazo piis potente per turbare la pace tragli uomini non vi h principio di dubbi O . Chepero est do in spirito di contraditione u almente molesto, e odioso. che contrario alla civilia, e ali' amiChevole, e Glce conversare , convisne ad Nnionest' uomo it fuggillo. Bissigna tegolae se stesib, e sapersi moderare maravigii semente considerando Che quel tuono dommatico con cui si vuot siurastare agit altri, pronuntiando da un Tribunale seneta alcuna giurisdietione, e impero, tiranniche , e pre sun tuose Sentente . non solamente non Piace, mamegna ed irrita acremente rutri gli ait i, e creaum solio stuolo di nemici contro di noi, i qualineli' atto steta in cui pretendi amo di acquistare ii vanto di grandi ingegni perdiamo i amore, ela stima degli ascollatori. E' un arroganZa grandequella, che ei costringe a voler tutio dire, e nulla ascia tare. La ferocia, e la rusticita son quelleche ci spingono, a nota aver complaceneta Ur glialtri, e a nutrire tutio ι' amore per noi ; l invi cibile ostinatione d la sergente di questo male . Ma uno spirito veramente moderato, e desce hariguardo agit altri, piis che a se stes , Qttometae Ia sua opinione a quella degli altri, o cia silenas Prudente nasconde te sue forete, avendo in mirat' altrui eta, gli studi, i temperamenti, ii genio,,
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13 sed in somma tutae queste circostanze che sanno unuomo tanto dissimile dati' altro. Quanti sono transi che non Vogitono cedere neppur nelle piccolecose per il desiderio vanissimo di vrastare agit altri, nh conoscono che gli uomini non voglion est er traitati come schiavi ; E che per persuaderglia vcnir net nostro partito si ricerca la complacenaa , la gentileetra, e una certa sempre tranquilla moderaZione es animo che lesa, e non irrita i quin ri umani.
cie sperebiandoei nelle aurui operaesoni veri mo chiaramente quel che si deve o sesuritare , o furatre.
SiccnME noi samo pleni d' amor proprio quan
do ponia mo ad eseminare te nostre opera et ioni, di rado trovi amo da riprcnder not stest, avendo sempre molle se use preparate . Onde ilmiglior melodo credo che sa di Osdrvare tacita-
mente in not stest te operagioni degli aliri particolarmente nostri eguali di eth, di es excietio, e dicondiZione, e a misera di quel giudietio che nolcon gli altri pia prudenti uomini ne formcremo , ei sarli facile con l' isteta compasib di pro retione esaminare not stessi, e ii nostro operare. Quante volte pero troveremo che gli crrcri i quali so-
vente ri prendia mo nesti altri sono anccra in not. Bonum es fugienda opicere in alieno malo. Sentia mO a ragione criticare Certi disetti, ecciti mancamenti , e godiamo di trovargii negli altri ; ma gran
