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42 unoquoque eorum in diversas ideas , quas exprimit, resolutus facillime in arti cialem est commuintus. Postquam enim unusquisque, attenta Observatione, actionis alterius analysim infrituit', eaque didicit, risu laetitiam , fletu dolorem , tremitu timorem &c. significari, iam associatis ideis risus & laetitiae , fletus& doloris &c. cum risu , tum fletu facillime incipit asebitratu uti. Quod quidem de omnibus corporis actio--nibus contigisse putandum est.
g. 56. Sed his infantibus iam adultis, & eorum
societate mutuo amore, mutuaque utilitate confirmata,
diuturnus naturalis idiomatis usus & imperfectus, &aliquando etiam inutilis apparere debuit. is II bulose s I , la lontananEa , uix corpo fraepposto, che, vietiis lor di odersi , rendono inutile ogni gesto; olire se cid per esprimere Ie cose passate i gesti sono unis meZEo spesse volte insufficiente. Mille bisogni dum is que gli obbligheranno in mille occasioni a cerear diω esprimersi con altri segni et e ad instituire cost ilo linguaggio dello voci articoIate. D Le parole constituenti una lingua si distinguono,
cujus idiomatis intelligatur, ac ejus analysis fiat, nobis visum est, quam Appendix, quam habet P. SOM es ad Cap. I. T. II. Compendii Lohiani . Eam igitux integre hic adiungimus, ut nostri auditores in re tam necessaria recte instituantur.
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gli interposti oli , ah, eh, 3ce. non 8ono nitro, chele grida inedesime naturali. Si tosto ad unque, ch'ω essi cominceranno a valersi di queste grida artifi-- ciatmente, una parte dei discorso avran eglino glaistituito . Circa ali' attre , te piu necessarie sono il,, nome , e ii verbo. Nomi mno quei segni, con cui,, te cose Si accennano, e Si accennano te loro pro- , prieta. Le cose attre Si maenifestano da se medesi- ,, me per via di un suono, attre no . Gli animali han
es stinis . L' imitaetione di queste grida , e di questis, romori e troppo chlaxo , quanto possa factimente va- ,, lex di nome alle coge da cui derivano. Un vestiis gio di questa imitaZione, che da' Greci clitam agi ori ω matvea, Si troVR ancora nelle lingue perseite, coq. gallo j presso i Francesi ; mitio , crιCli, Cingivoto ,, is , presso di nes ἔ eummo , stipo , torrEnis, mota ., is e mille altri sono nomi aperta mente imitativi. is A eZeti a esprimere te cose fiOnore por meZZode' suoni cortispondenti, con minore dissicotta si aves UeZZeranno Pocis a poco a esprimere con essi am, che Ie eose non sonore; e stabiliti i nomi per te e se se, sexmeranno grRdatamente at medesimo modo an- ., ebe quelli. per te laxo proprieta; perciocche molle ,, di queste anche si manifestan col suono, e gli aνυ gettivi Seridula, fremesnte , rapido romoroso, PrECDD Pitoso, FG. SOno certamente imitativi se I Verbi sono voci, con cui si esprime 1' esistenda es di qualebe proprieta , operaetione, o relaZione in Dabis che c a. La diversitu , che paessa sa loro, e gli stygetti vi , si e , che questi accennano semplicementem Ia proprieta, operagione . o. relaZione , quelli ne RG ti fermano ancora I' esisten Ea Vivo, O vivento non fa,
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Io ho detio poc 'an Zi, che te parti piu necessa- ,, rie di una lingua sono i nomi e i verbi . Con una se diligente analisi pero si scorge , che unae lingua P
is tanti aggetti vi accompagnati dalla parola essero. is Questa paxola nella nostra lingua ha diverse infles- is sioni esprimenti Ia diversita delle persone , de' nu- , , meri, de' tempi e de' modi . Μa queste pure non ,, Son necessarie. I Brasiliani non hanno lassessione ne ,, sun a ne' loro verbi, quasi nessuna ne hanno gli Ι glesi; con varj segni premessi ali 'indefinito inva- riabile, esprimono essi tulte te modificaetioni di te, si pQ , di modo, di numero . E di persona . Ecco Ia conjugazione det verbo 'essera presso i Brasiliani Hiae. gener. d D s. m. XIV. in 4. Pag. 284. ) A-ico io Sono , erct ico tu siet, O-ico egli, , egit e, oro igo not Si amo, ρθ-- voi siete , aura- he-CO essi sono; dove it verbo FG ha sempre Ia,, stessa deSinenZa, e i nomi personali , a , ero, O, ec. esprimono i numeri, e te persone . L' imperiatio, , si distingue coli' avverbio aquoemo, eho significa ab is lora, ma Ia desinenZa dei verbo insti non si cambia.
,, Significa un temporidi gia traseorso; egli h pertan-
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is solo avverbio momCH, che significa volentieri, comeis a ico momen io Sarei volentieri, erE-ico momen tu
is degli altri verbi . Ridotio ad unque ii verbo ct ore ais questa desinenga invariabile ei non sarebbe piu , che
.un Segno eostante, esprimente l' affermaaione, e t 'eis sistenZa , e la lingua eon questo segno costante obis tre at nomi Potrebbe sussister benissimo seneta niunis verbo propria mente detro
, , Tutio cio dimostra la simplicita grandissima del-- le parti assolutamente necessarie in una Lingua , diis mostra con Seguentem ente, che i nostri 'selvaggi isti- ,, tuiti , che aveSSero i nomi Sostantivi e aggetti vi , eis un segno equivalente au'ico de' Brastiani, e at no- ,, giro infinito essere polrebber dirsi avere istituita uino na vera lingua. In perci ocche Se necessarj ait' essenis is Ea di una lingua non sono neppure i verbi ; moliose mena it sono te attre parti . Le prepostrioni giovano mollissimo a esprimere con precisione e brevita Ieis relaZioni di una cosa coli' altra : Eli de di Virgiliose fa vedec tosto che Virgilio e stato I' Autore di que- ,, Sto Poema . Ma in quella guisa, che i Latini dan-ὼ do at nome Virgilio l' inflessione dei genitivo rispar-- mi avnno la preposiZione di, e riSparmia vano la preis post Zione a col darvi l'innessione dei dativo, cost
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tulte polrebbonsi ris parmiare eon attrettante diverse inflessioni. Gli avverbii valgono ad esprimere te modifieagioni dei significato de' verbi ; ma tuiti corri- spondono ad una prepost Zione, e ad uno o piu no-- mi ; quὶ significa in questo luogo ; ora in questo te mis,, Po , brosmenes con brevita. Ora usando te preposi- ,, 2ioni Stesse , ed i nota , a cui equivalgono , gli av- verbi diverrebbero inutili. Ma abbiamo dimo stratois poc' aneti, che in vece delle preposietioni hasterebbe- ., ro pure te diverse inflessioni de' nomi. Dunque a gli,si avVerbi supplix potrebbesi intiem mente coi semplici ,, nomi. I Latini di fatri non dicevano essi fovente hoc se in ore in vece di nuns , hoc loco in veee di hic 'se Le congiunetioni son necessarie in un lungo discorisse so per legare te proposietioni ordinate fra loro. Μαove traitisi di poche proposietioni staccate, sono esse
assatio superflue; olire che non Sono esse pure cheun composio di preposietioni , e di nomi, eo me perse
si polrebbero esprimere anche tuite te attre. I pro .nomi non sono , che, aggettivi , i quali si adoperano in vece di un sostantivo gia nominato; la replica deIsostantivo renderebbe adunque inutile it pronome . Ma quando pure Volesse usarsi, essendo egii di suae
natura un aggettivo, Ia lingua non averebbe tuti via, che soli nomi . Lo stesso e riguardo a' piarticii , perciocche amante, amato niuno certo dubi- . tera, che non Siano altrettanti aggettivi.
Puo dunque rigorosamente partando una lingua sussistere co' soli nomi, e con pochi segni costanti,, equivalenti ai verbo ossore Θ Μa sebbene te attre,, parti non si ano di assoluta necessiili, sono pero diis tanta utilita , che non e da credere , che i nostribue selvaggi abbiano iungamente a starne senaa . L' uo.
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mo stimolato dat bisogno non solo eerea di espri- mersi, ma di fa1lo eZiandio colla maggior pronteZZa, e chiareZZa possibile ; Iaddove eo' soli nomi illinguaggio riuscirebbe fovente lunghissimo , e intrat-ciatissi mo, o I verbia cominceranno dati' imperativo , cloe daquei modo , che Serve a comandare , o a chiedec eio , che ne fa di mestieri . Il grido, di cui si varranno
per chlamarsi scambievolmente , ne saxa gia uno, perciocche avra la sorEa de1 verbo visni. AItre grida saranno loro facilmente suggerite dalla natura peresprimere .fumi , Mardati , Corvi, sea, Sorgi , Nes eaei, Prendi, porgi, Iamia , gutta ec. Segui ranno i verbi esprimenti te voci degli animali, che probabit mente satanno i&itativi, come it sono anchepresso di nol betare, mumire , nitrire , abbajare , ruraim ee. e questi incominceranno certamente dat modo indicativo, almeno xiguardo at genso; per cloechh li useranno la prima volta per accennarsi diudire , o di.avere udito alcun animale a gri dare , non per comandare ad alcuno animale, che gridi. Molli altri verbi potranno pure ricavarsi dati' imi- 'Eione , come sono anche seu noi gorgvliare, stridere , fischiare , fremorE , rimbombare , ps ecipitare ec. e allo stesso modo potran formarsi non pure i pamtic j loro corrispondenti, ma ancora molli avver-U, che da loro vengono, come in latino prμji- .
non potranno certo cavarsi dalla Onomatopea , non
significando questi niun suono naturale . Ma circa iqueste parti dei discorso, come pure circa i nomi, Verbi, avverbi, participj non relativi a cose sono re, e da osServare che l' uomo allorche brama al-
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, , cuna cosa ardentemente, i gesti e lyaetione, eon cui, , si s forZa di esprimeria , Rccompagna Sempre mecca , , nicamento con qualche voce. Noi ii ve di amo tutio
, di ne' hambini, e fino ancora ne' muti. Or dopo cheis uno per meZZo di un tal gesto , o di una tal voce sata giunto a far intendere una tal cos*, se l' altro, , avra bisogno di spiegare la cosa medesima , i e siis varra dello stesso gesto, e della SteS8a voce , e que- ,, stae unione di voce , e di gesto diverr. per loro ilsegno comune di quella cosa; famigliariaetandosi
. IStituite te prime voci per clascuna parte dei diis Scorso, la loro moltiplicagione e pol facilissima . Ιtermini radicali in Ogni lingua Son pochi, tuiti gli, se a lixi si formano dalle diverse combinaZioni, e min, , dilicagioni di queste prime radici. E I9. quanti ag- , , gettivi non si traggono da' sostantivi, quanti sostan- tivi. dagli aggettivi, quanti nomi da' verbi, quantio vorbi da nomi Θ Glestes e da Ciolo , nerezza da nE-- ro , Tolonia da volare , forire da flore. I participj Sa Ognuno, che vengon tuiti da' verbi , gli avverbi, , quaSi tuiti dagli aggettivi come doloementes da dol- , , CC, fortemente da forte ec. te congiundioni in molia , , parte da gli avverbj, d alle prepost Zioni, e da' nomi,
, , Quante parole non formansi coli unione di due, , , e piu attrep I Latini unendo i verbi esse, ires sic se
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is piu ne facessero i Greci , e gli Ebrei, e quanti ne faeciano pur ora i Chinest, e tuiti gli Orientali non
v' ha , chi nol sappia. av. Anche colla sola diveris sa pronunetia delle stesse parole infinire attre se neue, posson sermare. I Chinest non hanno ehe aso mo- , , nosillabi, pur colla sola diversa maniera di pronun- ,, etiarii ne formano tanti termini , che dalle ciste dia ,, verse, eon cui si scri ve clascuno, it P. Magal ensii fa ascendere a 344o9 , ed altri ne contano fi- ,, no 8oOOo. 40. Anche l' istessa parota pronunetiata ,, netl' istesso modo si puo adoperare ae significare pia, , cose per Via delle metasore , e delle clusioni. Pres-
, , so gli Ebres Ia sola parota jad mano), come - ., serva il Sig. Berger, ha piu di venti sensi figurati.,, Ma quanto abbiamo detio sit ora , non e che il,, vocabolario di una Lingua : resta vedere in qual,, mantera porrebbono i supposti selvaggi istituire pue,, anche Ie regole per combinare fra Ioro te varie paris ii dei discorso secondo Ie Ioro diverse relaetioni, re M gola, che costituiscono Ia grammatica di una lingua, ,, e seneta di eui it vocabolario ptu copioso non serviis rebbe mes a formare niun senso compluto. Queste ,, regiae sono di lor natura assat pia semplici , che,, non credest comunemente 4 A due coge elle riduis., consi; alle infessioni , e alia sintas,i. Le parti deldiscorso goggette a inflessioni non sono, che quat- ., tro, nome, Pronomo, et orbo, participio. I nomi , iis pronomi, e i participi presso di noi non hanno, chese due manicie d' Assiessioni quella di gonere, e quella d
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numero; pres'i Latini, ed i Greci avranno ane .ra quella di casol Niuna pero di queste inflessionie necessaria. bella di genere e stata introdotia per distinguere it maschio dalla femina; ella duniaque non pud conVenire, che agit animali; 1' applia carta come mi facclamo anche alle coge inanimate. ponendone alcune at genere maschile , ed attre alfeminite e una manifesta irregolarita. Μa circa glianimali medesimi hasta accompagnare at Ior nomegii aggiunti di m chio, e di semina , ite inflessi ni saranno inutili. Non diciamo noi di fatii lodolamaschio , Ddola semina , finguella maschio , sitim amello fimina ' Ali' istesso modo in vece di cavab
cito, e cavalla , polrebbe dirsi cavallo maschio, eccisallio femina . L' inflessione di ratimero si e isti-
tuita, per distinguere, quando si parta di un solo oggetto, e quando di molli. Ma allorchF vi procede 1' aggeritvo numerale l' inflessione o superflua iduo adhero significhexebbe manifesta mente lo Stesso, come due alberi. Quando partisi di un numero indeterminato, basterebbe premetiervi l'aggettivo plusenza punio cangiare la desineneta dei nome. Non si dice egli eguaimente rana cista, e Pth citia, Mnso, e siti Psy Che l' inflessione di caso sta supe flua , la nostra lingua insieme colla Francese, laSpagnota, l' IngIese, e molle attre iI dimostrano bastantemente , s plendosi in queste Lingue ottima- mente alla variaZione de casi col premetiere a'nomi te opportune preposiZioni. Se niuna pol di que-- ste inflessioni e nec Saria circa i sostantivi, molin
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Α, POc' anzi, sono quatim, cine di es o , di modo. di numero, e di persona. Μa abbiam Uedulo aΙ tempo stesso, con quat facilita alia maniera de Brasiliani e degr Ingleia polrebbono tutio quante via, , sparmi arsi. Le inflessioni adunque non appartengo,, no punio ali esseneta di un Lingua; sono esse state, , introdotte unicamente parte per capriccio, e partois per rendere ii discorso o piu chlaro, o piu breve , ,, piu Variam . I nostri selvaggi forse per ' ni Messi, , motivi te introduci: ebbono essi pure : in quando 1'o- mettessero ; Ia Lingua Iom non lascerebbe tuitaviae, , di essere una vera lingua , come io e certo δ' Ιωis glese, che manca di, quasi tuite. b. i,
,, 1' aggettivo debba accordaret eoI 8ostantivo, cui ap- ,, partione, e ii verbo cor soggetto, da cui dipende. ,, Intorno at reggimento, cloe ai nomi, the son retti,, da' verbi, convien prima di tutio distinguere i verbi,, in due cIassi, cloe transitivi, e intransitivi. Ogni
is e er vivo , amares ad effer amante. Allorche que is sto aggettivo esprime una proprietae, O una opera
