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3 suam , laqualet Panormitant, egit Catanesi dicouo ,
emere loro Conei readina, in perseeutione Decii Ι-eratoris , neIla persecuZione di Decio Imperadore, Catanae consecuta est coronam gloriosi Μ-tyrii , in Catania consegui la Corona d'un glorioso Martirio. Equesta Regola si deve tenere & offervare in tradurre
qualsii Oglia costruetione latina , o sia in Prosa , o
stadileggere un Periodo per volta, o vero quando ilPeriodo e composto didue membri, leggere sino alli due punit, ched un puniodoppio, che divide, o dimidia it Periodo, e dinota compimento, in quanto alia lassicienZa, ma non quanto at fatio. Alle volte inluogo didue punit, che chlamasi . Colon, s'usa ilComma, che eun punio,&una virgola. Dopocheseletio bisogna ordinare. inquesto modo: Prima siesprime ΓΑ v verbio, ei l Uocativo: Nominativo, come caso anteriore dei verbo, e che di sua natura Io precede. Tereto, si esprime ii verbo col suo 'caso posteriore; e finalmente attre parti, e casi communi , che si ritrovano net Periodo. E questa Regola si offerva nella CostruZione de' verbi Personali. Che' sepol non ni Periodo ha tutiele parti accennate, ordinarere la Costruetione da quella parte, ched piuvicina alle parti, che mancano. E.g. Se manca l'A W- . Verbio, cq nciate ad ordinare dei vocativo, &inmaticaneta di questo, det Nominativo; maunsenso, α una Costruetione per volt , e costii dichiarare riu- scirachiaro. . Regula s. II nominativo della prima , e seconda Persona rarissime volte si esprime nella Lingua lat na , nificausa discretionis, si basis, oecum studia opponuntur: ut , Ego defendo , tu offendis. Ancheil mominativo delia terga Persona si tace nelli verbi,
Dicunt , Quot, ferunt , che si rueristono solamente .
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ad mmines . Ma ne a TraduZione volgare questi taciti Nominativi si esprim O. Esemplo. . Muid faciat laetas segetes: quo seder e terram: Vertere, Maecenas, ulmisque adJungere vites Conveniat: quae cura boum , quis cultus habendo Fit pecorι et atque apibus quanta experientia parcis , - Ηine canere incipiam. Ex Virg.lib. I. Georg.
Modo di ordinare , e dichiarare it sudetto Periodo. Moeeenas, incipiam canere hinc. Ο Μecenate, Io c minciero a cantare da questo luogo. suiuaciat segetes laetas . Che cosia renda i campi, o Perbe de semina. ti, sertili, e lieti. suo sedere conveniat vertere terram. Solloquat segno celeste. e tempo, sa conveniente , e decente, rivoltare, b arare la terra. Et a jungere vites ulmis. Ed unire te viti agi' Olmi .eura fit boum. Qual cura si dehba tenere de'Buoi. cuisus pecori habendo. Qual diligeneta si deve avere del Bestiame. Atque quanta e. xperientia aρibus parcis, Equanta esperienta, e prudenga delI' Api parcne, e 1 paragnevoli . Notate questa sorte di CostruZione e pecori habendo, si chiama Elienismo. Potche si met te habendo, pro , Latiabeatur . Μa, per intendere me-glio questo, leggetecto, chesi diletto disopra a suo
Reg4 6. Si edetto di pra, chenella Costrueti ne de' verbi personali, prima si es prime it Nominativo . pol ii verbo col stro caso . Μa, in concorreneta spiu Nominativi, megliosara cominciare dat casio ob-pliquo, pol eiprimere ii verso, ed in fine gli Nomnattivi, come appariscene viguent. Esenapii.
Neque hujus decreti executioἡem consuetudo, veι exemptio, aut appellatio, aut reclamat/o, fide recursus, impedire valeat.
Ne I secuxiobe di questo Decreto pGi impedirela consuetudine, ol elenetione, o Pappellaetione, o reclamazione, oilricori. ves avaritia, uri irre rentia ,sio reduxit .
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Regua . II Relativo, agat, quae, quod, si espris me, dove si trova collocato : E. g. Ea verba ιn essensu intellisenda sunt, quem perpetuus Ecclesiae Carbo Dein consensus tenuit, o expressi. Quelle parole si devono intendere in quel senso, che ha tenuio, e dischiarato it perpetuo consensio della Chiesia Cattolica. Quinque tenent Caelum Zonae, quarum una coruscosen, perole rubenr ,'torrida semper ab unι. Cinque L ne cingono intorno it Clelo, delle quali una o semprerosseggiante, & accessi dat Sole risplendente, ed elamne arta dat Soco. O Beatum Uirum , eustus Anima Parrisum possidet. Ο Beato Uomo, Ia cui Λnima possiede it Paradiso. Μa, quando a vanti it Genitivotii trova la preposietione, /n, o ex, odo, aIlora it Genitivo si esprime dopo it suo Retto : E.s. In quorum numero: V quorum solemnitate: Ex peccatorum costis vitate. Tr, ii numero de'quali&c. 'Regola 8. Si trova una sorte di Accusativo doppio, Piamato , accusativus ejusdem rei. Di questi due Accusativi quelio , che dinota causa finale, esprime telo con la preposietione , Per , E. g. Habemus magμ per meastro it Iume ita Ragione. Cum vellet Petras Ioannem socium, o eulegam . Volendo Pietro per suo compagno . ecollega, Giovanni. rect Ruola I Possessivi, e Derivativi, si risolvona In I'runitiva, come appariste negli seguenti Esempit:
Praecepta Domin ea adimplere .
Pariseipatio Dominicae Passionis., participaetione della Passione det Signore. .
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rivativi , si esprimono in propria loro forma naturale, seneta risolverit in Primitivi: E. g .aula Regia: Nomen Regium. Palazeto Reate: Nome Regio. δε- Rimenta sacerdotalia. Vestimenti Sacerdotali. Religio Dominicana. La Religione Dominicana. Elocurio Ciceroniana 4 L'EIocuetione Ciceroniana. Triden rina Ssnodus. It Concilio Tridentino. Romanus Pontifex . Il Pontefice Romano. Uitam ducere angeticam. Menare vita Λngelica . Canonicae sanctiones . LeCanoniche ordinazioni. Apsolica doctrina. Dotir na Apostolica. Reg. II. Quando si trovano te particole, Nisi, uin, uominus, alle volte bisogna dividere, e proterire separatamente i volgari delle det te particole, chesono: Cbe nonr se non. II volgare , D, ὸ cbe , esprimetelo col nome, e la negativa col verbo, Come qui sotiosivede. . Nemo Clericus DeuIaris tutus censeatur , que nus , si deliquerit , ab Ordinario loci puniri va
. Nessuno Chierico seeolare si stimi sicuro, che, se Commetierit alcun fallo, o se a vera lasciato disere ii suo debito, non possi essere punito dati': Ordinario dei luogo. . t Nisi Dominus custodierit Civitatem . . . Seli Signore con Ia sua protegione non custodir1
Facere nonpossum , quin infingulas res tibi gratiar
Non posta sare, che io non ti ringraetii di elascum
. Reg. 12. Quando pol non preceda at verbo det Co giuntivo ii Nominativo, aliora te sudette particole, Monon, si esstrimono unitamente: ut, Non dubito quin
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EegoIa I 3. Quando vi octorre dich iarare Ia Costru-2lone det modo potengiale, esprimete it verbo in forma d'infinito naturale,ed aggiungete ii volgare di Pose sum, δ Debeo, 3 Glo; Poiche ii modo potentiale significa potere, do vere, o volere: E.g. sed quis aut in Psectoria, aut in fuga eopias numeretὸ Pro, suis nume rare potest ere. Μ1, chi puo numerare gli E erciti, bnella vittoria, o nella fuga squibus vos laudibus prae-Heem λ Con quali lodi dorro tot celebrare i vostri meriti Z suomodo apprehenderent adhue nolentemsi Comevolevano prendere vello, che ancora non voleva eL ser presost Retola Iq. La CostruZione de' verbi passi vi alle vobte rivoliandola in sen attivo, riesce pia accomodata, e dolce alla Lingua volgarer E. g. A nobis agentur omnia diligenteν. Noi saremo ognicosa diligenteme te. Λlr incontro, la Costruetione dei verbo altivo alis te volte riesce piu facile, rivoliandola in passivor E- β.Trabit sua quemque voluptas. Ciascuno e tirato dat proprio placere, editetto. Regula I s. I Passi viam mettono unΑblativo dicola inanimata, ii quale qua si sempre rifiuta la preposi-2ione. Ma traducendosi in volgare, si esprime con te particole, D. , deso E. g. Traditam es , ω bri , amore amuis retentas , 'n illa rupe eonfidere. Hannodetto, chele Ninis, ritenutedali' amore det fiume, dimorino in quelIa rupe. Intimis crueiatur doloribus. Iruciato da interni dolori. Qui nulla ratione vinci Possunt. I quali danetana ragione potano esseruin- Cum praecepto Divino mandatum fit. Essendo dat DIino, o per Divino precetto, comandato. Reg. I 6: L'Λblativo ne' verbi Passi vi si trova spesilo mutato in Dativo, e in Λccusativo con la preposidione, ster. In dichiarare questa Costruatone, osservare ela medesima resola, che si pratica in dichia
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I arare νAblativo cona, PH, abr E.g. Nobis diruis hie sermo. Da noi d stato sentito questo dilcorso. Certior per me es. Sarai da me avulsato. Repola I T. Si trovano alle volte certi Periodi, dove corrono te persone, egit Epiteti, o Aggiunti di lode, che si attribuistono a deite persone. In dichia rarequessa sorte di Costruetione, prima esprimete la persona principale, epol i suoi Aggiunti, e Attraditi, come appariste negli seguenti Ebem pii, cavati dat Brevia
Ioachim lectissmam illam , ae summis Iaudibus ai-
nam mulierem Annam matrimonio sibi eopuIavi'.
ordo est: Ioaehim sibι matrimonio copulavit inam Annam, mulierem lectissimam, ac dignum IIT mis laudibus . Gioachino congius ais in Matrimonio queli' Anna, Donna' esimia. e degna' di lam me lodi. Ex Erem iis Praesent. B. Μarrae Fidelis revera famulus , Θ -ηser Cbrui, Fran- Francesto , servo veramente sedete, e Μinistro di Cristo&c. Iemla I 8. E perche, per regoladi eleganeta, α ornamento della Lingua latina, άvantiit suo retio, o collocato tra lSustantivo , net dichiarare , esprimete ii Genitivodopo it retto, come qui solio appariste. Elisabeth, Andreae Regis
Ordo est: Elisabeth, Mia Andreae ere. Elisabetis figlivola di Andrea, RESUniseria.
Contritio, quae primum Deum interdictos paen tentis actus habet, animi doIον , ae detestatio es se peccato commisso , eum proposito non peccanm ae
La Contrietione, che ha It primo iusso tra idem atti det Penitente, dun dolore deli animo, : una detestaetione dei peccato commesto , con
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propφnimento di non peccare per Pavvenire . - Cumproprie Discoporum munussit, subditorum oma
ordo est: Cum proprie sis munus Episcopen um, re datavere vitia omnium fgbditorum. . Essendo proprio umetiode' vescoviriprendere i via ii diluttii sudditi. Regolars. Infinita. L'Infinito si pub esprisere indue modi, o in sua serma naturale, o con modo risolutivo. Quando si dichiara in sorma naturale , si lasciala particola, Cher E.g. Doeebunt Paroebi, hoc saeraamentum a Chriso Domino institutum Parochi in- segneranno, questo Sagramento emere stato istituito da Cristo Signore. Quando si v uol tradurre in sorma Tisolutiva, si deve estprimere avanti I Accusativo laParticola, Che r E. g. Epistolarum genera multa esse
non ignoras. Tu sal, che i generi delle Letiere sonodi molle sorti. . Retola ao. Quando I'Infinito dipende da pilli verbis niti, bda uniolo, accompagnato dapiti casi, conmolia eleganeta si comincia adichiarare dati' Infinito Con la precedente particola, Che, pol si esprimono i si delitans nito, &in fine it verbo, o verbi finiti comi suoi casi, come appariste neraguenti Esempii. Hac me mente fuisse, o senatus ex me audivit , es tu. in nostris sermonibus ipse audivisi. he io fastato di questo sentimento, edit Senatorintest da me, e tu stessis ludisti negli nostri ra-
Beatam Miebaelem Archangelum saepius hominibus paruisse , oesaerorum librorum auctoritate, Θ
. veteri Sanctorum traditione comprobatur.
. Che it Beato Michele Arcangelo spesse volte sacompar agruomini, si pro va dat rautorita de fagri libri, e dati' antica tradigione de' Santi. Regela a I. La prima voce deli' Infinito, appressol
eii , dc Istorici, alle volte si metae in luogo dei pre-
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terito impersetis deli Indicativo e Onde net dichia, rare si esprime con gli volgari dei preterito mperfecto deIr Indicativo , come appariste negli seguenti Esempii.
Rex unus, tanti mali patiens , eircuire milites. Solo ilRd, tolerando tante sciagure, antava into , no alli soldati. Si melle dunque, circuire , pr. i circuibat. . . Nos pavidi trepidare metu. Nol paurosi tremava-mo peril timore. ιFIere omnes , mirarι plarique , stupere universi .
esto esempio e cavato dalle leZioni di S. Agne- . se Vpresso it Breviario Romano; e rendono que-no sensor omnes fiebant: plerique mirabantur : iversisupebant. Tulit plangevano: non Po chi si mara vigilavano : universalmente si it
Rusia M. De Infinito per seposito , ω verbo, a quo Ugatur, si tintellecto. Ogni volta , che netl Linoa Latina si trova PInfinito solo senza espressa dipenden-za, aliora vi s'intende uno di questi verbi finiti: Debeo, soleo, coepi , o cosa si miter E. g. Gaudere cum gaudensibus: fere eum flentibus et, Si deve sumtire: Debetis rDovete vallegrarvi con quelli , che si rallegranor e Plangere con quelli, che plangono. Ego illud sedulo negare factum. Supple Io diligentemente co ininciai a negare quel fatio. Faeile omnes perferre , ac pari. Qui vi s'intende solebat. Soleva iactimente tol- Ierare, e compatire tuiti. .alba autem malias fimih- tuaines afferre , multaque pro aequitate dicere . , Galba comincio addurre molle similitudini , e diremoste cose per requitii. RVOM a 3. Spessis si trova I'Infinito, congion o coni Verbi passivi, Dieον , feror , legor , credor , eηistimor c. uando questi verbi si tro vano in numero plurale, Dei dichiarare, si esprimono impersonalmente, Dellaxerga persona dei singolare , come si vede ne i seguenti
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Ct,peι militares, auro, ef ebore fulgere direbantur :Dicevasi , chei studi de' soldati risplende vario dist
ro, edi avorio. e . Nato Domino, apparuerunt Angeli, e tamen non leguntur in albis vestibus amaruisse.
Natorii Signore, apparuerogl' Angeli; non sit ge pero, che apparisiero con vesti blanche. Eetola as. Quando I infinitos trova congion to congli verbi, Iubeor, Vetor, Probibeor, at Nominativo de sudetti verbi se glidait volgare dei Dativo, comes vede ne' seguenti Esempii.
Cum ut reue Iuberetur Idola tenerari .
Vetamur DidInum nomen In vanum assumere.
Cid proibito nominare in vano ii nome di Dio. suae fere probibetur eum, leui mors debebatur.' Asa quale it proibito di plangere quello, a cui si do-vea la resurreZione. Regota as. It verbo, con I Infinito si pubesprimere col volgare, Fare: E. g. Omnem cultum reridi foeminis jussit. Fece rendere alle Donne ognitoro ornamento. Heredes j si ampurari caput Ioasnis. Erode sece decollare S. Gio vanni . Regula a 6. Participia. Iλ Participii rendono vaga,
ed elegante si la Lingua Latina, si anchela Volgare. Quando dunque vi bissigna dichiarare questa Costru-tione, osservarete questa regola: It Participio si puo esprimere in due maniere, o in forma sua propriδ naturale; o in forma di risoluZione Relativa. I Participii di tempoPresente, di persetto, e futuro per ilpiu si possono esprimere in forma sua naturale. I pa ticipii , chedi notano tertipodi preterito impersetto, si risolvono, e fi esprimono conta Risoluetione relativa , con i Volgari dei preterito imperistio deli' Indicati vo , come apparisce net sequenti Esempii. Interea alexander, absamene Canaotiaepraepe
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O , Cuietam petens eum omnibus copiis, in Regionem, quae Castra ori avellatur, pervenerat. In tanto Alessandro, meta Λristomene algovei nodi Cappadocia, andando in Cilicia con tutio 1'Esercito, era arrivato nella Regione, che sit chla- magii Alloggiamenti di iro. AEgeam Procon talem, praedicationi Evangelicae rein Mentem, liberrime increpavit. Liberamente senza timore , riprese aspramente Egea Proconsole, che si oppone va alta predica-xione Evangelica in s ν o LCum vero tam gravia nonnumquam sint delicta avEecis sicis commissa personis , ut , ob eorum atrocisalem, e Sacris Ordinibus dmonendae, Θ curiae stat tradendae seculari. Ex Concit. Trid. Essendo pol alte volte si gravi i delitii commessi daIle Perlone Ecclesiastiche, che, perlatoro atro cita si debbano deporre dagii sagri ordini , Edarie in mano de ita Corte, o Curia Secolare., Ergo SaIvator noster, discessurus ex hoc mundo aa Patrem, sacramentum θοe instituit ἀDunque ii nostro Salvatore , dovendo partire da questo Mondo, per ritornare at Padre M. . Retola a T. Perche, per regoladi eleganza, eicipii si pospongono agit Ioro casi, e si separano dat Nomi, o Pronomi, con i quali conc' dano; nel di- Chiarare , bisogna esprimergit insieme con i Nomi, donde dipendono, e pol soggiungere i Casi, che opodi loro naturaimente ricercano, come qm sotto appa Nemo , quacunque etiam dignitate , gradu , ais
ordo est: Nemo praefulgens &.c. Nessano rilplen dendo dival si vostia dignita, grado, d preenti
